Vigile di quartiere contro la ‘mala movida’. Parte la proposta da Piazza Bologna


La ‘mala movida’ continua a colpire la Capitale. Con serate a tutto volume, schiamazzi e risse in diverse zone della città. E lo strascico delle bottiglie di birra e di superalcolici lasciate per strada, o sopra le panchine. Una delle aree certamente più colpite è quella di Piazza Bologna, che spesso diventa un vero e proprio bivacco. A cominciare dai giardinetti centrali, nei quali regna il degrado. E se qualche residente dichiara di aver visto di peggio, molti non ne possono davvero più. Anche perché le feste e lo sballo sono molto cambiati negli ultimi tempi. Prima qui giravano soprattutto ragazzi dell’Universita’ che volevano divertirsi un po’ le sere d’estate. Adesso invece i giovani arrivano dalle periferie, con le casse e gli amplificatori. E sostituiscono le discoteche chiuse con le piazze e le strade. Così è ritornata l’idea del vigile di quartiere. Per garantire un miglior controllo del territorio. Ma non mancano anche altre proposte alternative. Come quella di chiudere tutto con le transenne alle due di notte. E procedere al lavaggio del selciato con gli idranti. Che almeno costringerebbero i ritardatari a sloggiare.

Il Municipio 2 vuole il coprifuoco anche in zona bianca contro la ‘mala movida’

Anche i commercianti ora chiedono vigile di quartiere e idranti

Il 29 giugno dedicato ai patroni San Pietro e Paolo è giorno di festa nella Capitale. Ma non per l’edicola di Antonio Palumbo a piazza Bologna. «Ogni mattina devo lavare urina e spritz dalle serrande», ha dichiarato il commerciante a Roma Today.

La situazione per Palumbo è fuori controllo: «Prima la movida con gli universitari non era a questi livelli, ma dalla fine del lockdown sono arrivati i ragazzini di borgata. La domenica alle sei di mattina ne trovo ancora alcuni in strada a smaltire la sbronza». Lo conferma anche Carmine Dicembre, del locale Blend in piazza Lotario: «Arrivano con le casse per ballare e sono molto giovani, con le discoteche chiuse si sfogano in strada. C’è ogni sera una rissa e tanta droga». Poi, la mattina gli episodi di violenza finiscono sui giornali. Le soluzioni per l’esercente potrebbero rifarsi al modello spagnolo. «Controlli serrati per multare chi non rispetta le regole e rimane aperto ad oltranza. Transennare la piazza alle due di notte e lavarla, così con l’acqua sotto le scarpe te ne devi andare per forza». Per quella che può essere una soluzione, insieme alla introduzione del vigile di quartiere. Piazza Bologna è il luogo iconico di una movida sbagliata, ma il problema è in tutta la città, chiarisce Stanislao Grazioli, di Cittadinanzattiva Nomentana-Trieste. E tanti comitati e associazioni chiedono risposte alla politica. Che dovrà metterci la faccia, visto che a Roma siamo già in piena campagna elettorale.

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