Roma, le magliette dei vigili del fuoco si rompono appena si bagnano con l’acqua o con il sudore: “Ecco come ci fanno lavorare” (VIDEO)
Magliette nuove per i vigili del fuoco. Belle, bellissime, ma estremamente delicate. Al punto che, non appena entrano a contatto con l’acqua, si rompono. E non è un modo di dire: si strappano letteralmente, senza alcuno sforzo. E a dimostrarlo c’è un video, diffuso da Costantino Saporito, vigile del fuoco caposquadra a Roma La Rustica e sindacalista UilPa.
Le nuove maglie sono arrivate circa due mesi fa, in sostituzione di quelle vecchie. Ma, appunto, vanno bene fin quando non si bagnano, con l’acqua o con il sudore. E, con 40 gradi, i vigili del fuoco sudano eccome. Senza contare che, per spegnere gli incendi, l’acqua è indispensabile. E gli operatori si bagnano, così come le magliette. Abbiamo quindi chiesto al sindacalista spiegazioni, per capire meglio cosa sta succedendo.
La denuncia: «Siamo tutti con le magliette bucate»
“Siamo tutti con le magliette bucate”, esordisce Saporito. “Vi lascio immaginare come si fa a spegnere un incendio senza acqua. Quindi noi ci bagniamo. Ma, appunto, si bagnano anche con il sudore: con il caldo che fa a Roma, ma anche in tutto il resto d’Italia, è normale sudare, anche perché quando si spengono gli incendi si arriva a temperature che sfiorano i 50 gradi. E quindi ci ritroviamo tutti nelle stesse condizioni”.
Non solo le magliette: «Da anni denunciamo carenze nell’equipaggiamento»
E quello delle magliette non è l’unico problema. “Noi denunciamo da anni una deriva del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per quello che riguarda l’equipaggiamento e l’attrezzatura che serve per lavorare in sicurezza. E la poca attenzione del Dipartimento nei nostri confronti, sia a livello contrattuale che, appunto, di dotazione”.
Emblematico, secondo Saporito, il caso dei caschi rossi, quelli in dotazione proprio ai capisquadra. “All’ultimo corso-concorso per la qualifica di capo squadra, fino all’ultimo giorno, non avevano i caschi rossi da dare ai capi squadra. Però poi, se c’è una manifestazione o un’inaugurazione da fare, un casco rosso a un politico lo si regala sempre”.
Perché lì ci sono le foto ricordo da fare. Perché bisogna apparire, bisogna far vedere che si è presenti. “Ma quei caschi per noi non sono simboli, o quantomeno non solo. Sono attrezzature fondamentali, che ci salvano la vita. Come potremmo fare gli interventi senza le protezioni individuali? Noi, come UIL, questa cosa l’abbiamo denunciata da sempre”.
Incendi a Roma: «Mancano autobotti e vigili del fuoco»
In questi giorni Roma e la sua provincia sono alle prese con una lunga serie di incendi. E voi siete impegnati giorno e notte. Ma i vigili del fuoco di Roma sono sufficienti?
“Assolutamente no. Abbiamo una forte carenza di attrezzature per quello che riguarda le autobotti. Ce ne mancano moltissime, per quello che è il territorio. E poi manca anche il personale. Perché le assunzioni sono molto poche rispetto alla carenza che noi presentiamo. Quest’anno sono state assunte 800 persone. Ma quest’anno andranno 1.200 in pensione. Quindi cosa succede? Che le assunzioni riescono solo a coprire una parte del pensionamento, ma non riescono a darci quella spinta che a noi servirebbe”.
«Roma è grande quanto sei grandi città messe insieme»
Ma anche un semplice ricambio tra chi entra e chi esce, spiega il sindacalista, non basterebbe. “A Roma ci sono mediamente 1.840 vigili del fuoco. Però il Comune di Roma ha un’ampiezza di 1.282 chilometri quadrati, pari alla superficie dei comuni di Milano, Napoli, Firenze, Genova, Bologna e Catania messi insieme.
Però non ha la stessa dotazione organica, quindi non ha gli stessi numeri di tutti quei comandi messi insieme. Ma, appunto, soltanto 1.840, di cui una parte è amministrativa, una parte è dirigenziale, una quota del 40% è stabilizzata dentro sedi insostituibili come gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, e infine ci sono le specializzazioni. Quello che rimane va diviso per quattro, che sono i turni di servizio. E quelle persone dovranno gestire, come abbiamo detto prima, una superficie di 1.282 chilometri quadrati. Quindi in ogni turno ci sono in media 120 vigili del fuoco, distribuiti in 32 sedi dell’intera provincia. Lascio quindi immaginare quanti siano pochi”.
Il caso delle magliette è solo la punta dell’iceberg
Alla fine, quindi, il problema delle magliette che si strappano è soltanto l’ultimo tassello di una denuncia molto più ampia. Una protesta che riguarda dotazioni, mezzi, organici e sicurezza sul lavoro. Perché mentre i vigili del fuoco continuano a intervenire ogni giorno tra incendi, incidenti ed emergenze, c’è chi lo deve fare con equipaggiamenti che, in alcuni casi, non resistono nemmeno all’acqua.