Vino, Fratelli d’Italia presenta una pdl per respingere l’aggressione al nostro comparto enoturistico

roma città del vino (2)

Fratelli d’Italia ha presentato ieri una proposta di legge sull’enoturismo per disciplinare questa attività che vale 2,5 miliardi di fatturato. E quindi per offrire “all’impresa regole certe per operare, al consumatore la garanzia di un’offerta turistica di qualità e alle istituzioni strumenti di controllo”. E’ quanto si legge nel testo che nasce per iniziativa del deputato Ylenja Lucaselli. Al centro della proposta lo sviluppo del “concetto di polifunzionalità dell’azienda vitivinicola e definendone l’ambito di applicazione”. “Le cantine potranno finalmente diventare dei veri luoghi di attrazione e ospitalità, il perno su cui creare degli itinerari enoturistici che possano legare tutte le eccellenze del nostro territorio, da quelle gastronomiche a quelle culturali e naturalistiche” spiega Lucaselli.

Un settore troppo a lungo lasciato a se stesso

La proposta di legge mira prima di tutto a definire il termine “enoturismo” con il quale si intendono tutte le attività di conoscenza del prodotto vino esercitate in prossimità del luogo di produzione. In particolare, vengono definite “le attività formative e informative, rivolte al pubblico e ai consumatori, delle produzioni vitivinicole del territorio e della conoscenza del vino. Con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (Dop, Igp) nel cui areale si svolge l’attività. Poi alle attività di accoglienza e ospitalità dei turisti presso le cantine, le visite alle cantine e ai vigneti, le degustazioni dei vini presso le cantine, la somministrazione degli alimenti non cucinati e legati alle tipicità territoriali in cui insistono le cantine e i vigneti”, recita l’articolo 1.

Tra l’altro, si introducono i requisiti minimi delle aziende agricole e delle cantine che possono svolgere attività enoturistiche, si dispone in merito alla formazione e aggiornamento professionale degli operatori enoturistici o dei loro collaboratori promossa dalle Regioni. E non ultimo, si prevede l’istituzione di un Portale nazionale che raccolga tutta l’offerta enoturistica del Paese.

Vino vuol dire peculiarità del territorio ove è prodotto

Lucaselli ha spiegato la ratio di una pdl che “si pone come obiettivo la volontà di non lasciare all’approssimazione personale un settore che, non solo serve a sponsorizzare il prodotto ‘vino’ ma che si lega indissolubilmente alle peculiarità del territorio per una rinnovata offerta turistica più emozionale ed esperienziale”. Il responsabile per il Turismo di Fratelli d’Italia, Gianluca Caramanna ha puntualizzato che “mettere a sistema tutto il prodotto del comparto enoturistico sarà fondamentale per valorizzare l’offerta turistica italiana. Farlo con la volontà ferma di conferire un ruolo centrale anche alla formazione degli operatori di settore e dei collaboratori, non può che sottolineare, una volta di più, l’immenso valore che la nostra Nazione può esprimere”.

Rispondiamo al tentativo di penalizzare il prodotto “vino”

“Questa pdl è la miglior risposta al tentativo di penalizzare il prodotto ‘vino’ in Europa. La scellerata decisione della Commissione europea di girarsi dall’altra parte davanti alla scelta dell’Irlanda di rispondere con la baggianata delle etichette al problema dell’alcolismo non penalizza solo l’Italia. Ma il fatto che la nostra cultura enogastronomica venga conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per noi è motivo di grande orgoglio”, ha aggiunto il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura. “Più discipliniamo il turismo e più facciamo bene all’Italia. Il settore enogastronomico è parte della nostra cultura, ci identifica, incarnando l’essenza stessa della territorialità e le unicità che le nostre regioni esprimono”, ha aggiunto Riccardo Zucconi, segretario di presidenza della commissione Attività Produttive a Montecitorio.

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