Virus più incapacità gestionale: treni pendolari paralizzati

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Treni, verde pubblico, raccolta di rifiuti: tutti i servizi peggioreranno. L’emergenza coronavirus ha aggravato problemi che già erano gravissimi prima. Oltre al danno economico, alla clausura forzata, alla mancanza di libertà, il coronavirus peggiorerà la nostra qualità della vita. Resa già difficile dall’incapacità e dall’inadeguatezza dei nostri amministratori, regionali e comunali. I trasporti sono uno di questi problemi. Sul blog Odisseaquotidiana.com (da cui è stata tratta la foto) si parla nuovamente della Roma-Civita-Viterbo, che insieme alla Fl3 Viterbo Roma e alla linea Roma Ostia, sono tra la peggiori della regione. E sono treni utilizzati dai pendolari, che tempo da perdere non ne hanno. Anzi, non ne avrebbero.

Treni, nessuna certezza dalle istituzioni

Ieri è stata organizzata una chat tra comitato dei pendolari, sindacati, l’assessore regionale ai Trasporti e non meglio precisati rappresentanti del Campidoglio. In questa circostanza sono state rivolte delle domande dai pendolari alle istituzioni, e poi pubblicate sul blog. Il tema ovviamente era il trasporto pubblico regionale e su Roma. Una domanda riguardava i tempi del preannunciato raddoppio della linea ferroviaria Fiano Morlupo. L’assessore ha risposto che dovrebbero iniziare dopo l’estate, che vuol dire tutto e non vuol dire niente. Un’altra domanda riguardava la nuova Stazione Flaminio. La rispsota è stata che i cantieri sono stati riattivati tre giorni fa e i lavori dureranno tre anni.

Come ci si regolerà nelle ore di punta?

Un’altra domanda riguardava i nuovi treni annunciati, che dovrebbero arrivare l’anno prossimo. La relativa gara dovrebbe uscire a giugno. Nessuna risposta invece su quando verranno ripristinati i treni soppressi in extraurbana. L’assessore ai Trasporti ha detto che quanto prima convocherà il comitati pendolari e i sindacati . Con tutto il rispetto, non erano queste le domande da porre. Ma avrebbero dovuto riguardare l’organizzazione dei trasporti pendolari nelle ore di punta. Se ci sono meno posti, si raddoppieranno le corse? Oppure i pendolari dovranno aspettare tre, quattro, cinque treni prima di poter tornare a casa o andare al lavoro? E poi: hanno intenzione di arrivare puntuali, visto che il costo del biglietto è aumentato sensibilmente? I bagni funzioneranno? Le vetture saranno più pulite? Queste e altre erano le domande da fare.

Nessuno è mai responsabile per i disagi

Purtroppo sul trasporto locale le cose non potranno che peggiorare, perché non verrà garantita neanche la possibilità di andare a lavorare. E le cose non miglioreranno finché i responsabili di questo stato di cose, che dura da decenni, non pagheranno per ciò che non fanno. La questione è così da sempre: nessuno è responsabile per disagi, disservizi, disfunzioni. E per gli aumenti ingiustificati dei prezzi.

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