Zingaretti accusato dai sindacati sulla sanità regionale: “Incapace di reagire alla pandemia”

Regione Lazio sotto accusa. “La Regione Lazio dovrebbe essere più reattiva nel rispondere alle urgenze che la pandemia le sta presentando. Le funzionalità del sistema sanitario vengono messe in crisi dall’esercito di contagiati che si registrano giornalmente negli ospedali e i malati non covid, anche quando affetti da malattie gravi, vengono spesso parcheggiati in attesa di tempi migliori. Sulle rsa ci sono ritardi incomprensibili, da parte della Regione Lazio, che durano ormai da quasi due anni. Ossia da quando con un protocollo firmato tra Cgil Cisl e Uil e le categorie dei Pensionati si prevedeva tra le altre cose l’apertura di 20 rsa pubbliche nelle 10 asl del Lazio”. Così in una nota Cisl Lazio, Cisl funzione pubblica Lazio, Fnp Cisl Lazio e Cisl Medici Lazio.

Sindacati furiosi: Regione Lazio in ritardo

“Invece nulla di tutto ciò è avvenuto. Infatti si devono ancora individuare nuovi e più qualificati requisiti delle rsa e si devono congelare le autorizzazioni ai privati. Tra le altre cose in molte strutture private applicano contratti non rappresentativi. Il cui costo del lavoro e i diritti dei lavoratori non sono garantiti mentre il dumping contrattuale è utilizzato per aumentare i profitti. Inoltre si sarebbero dovuti creare 1000 posti letto in più e assumere 1000 infermieri”, sottolinea. “Anche su questo fronte non abbiamo registrato passi in avanti. E’ evidente che alla fine di un ciclo di quasi due anni che non ha portato alcun avanzamento nell’attuazione degli impegni assunti da parte della Regione, ci sia la necessità di un chiarimento nella stessa sede e con gli interlocutori che quell’accordo hanno sottoscritto”, aggiunge.

Il protocollo sanitario firmato e non rispettato

“E’ essenziale – prosegue – una verifica della volontà dei decisori politici di garantire, sia pure con incomprensibile ritardo, quanto convenuto e sottoscritto nel protocollo. Nelle more di un incontro che produca risultati desideriamo avanzare alcune considerazioni. Intanto la Regione Lazio ha fatto passare quasi due anni senza far fare un solo passo in avanti nell’attuazione di un protocollo importante per la riqualificazione della sanità  territoriale. Evidenziando una interlocuzione inaffidabile, attesa la generale inadempienza rispetto agli impegni assunti”. E poi “si registra una scarsa volontà politica ad attuare i processi di potenziamento e riqualificazione della sanità pubblica contenuti nel protocollo.

I sindacati: forti criticità nel coordinamento

Siamo costretti a prendere atto che decisori politici e apparati di governo burocratico in questi mesi, nell’attuazione dell’accordo sottoscritto, nei fatti, non attuandolo o deviandone l’attuazione. Si deve constatare una forte criticità nell’azione di indirizzo e di coordinamento rispetto alle funzioni delegate agli assessori”, avverte. “Emerge da parte della Regione una modalità sostanziale di relazioni sindacali di mero coinvolgimento della rappresentanza sindacale. Ma con comportamenti che prescindono da quanto viene rappresentato dal sindacato. Infatti i soggetti della rappresentanza sociale (non solo i sindacati) vengono coinvolti, senza essere riconosciuti come soggetti di rappresentanza.

Dalla Regione intese completamente inapplicate

In modalità intese come consultoriali, dalle quali la Regione prescinde, anche quando si è in presenza di atti negoziali come quello del 30 settembre 2020, a oggi totalmente inapplicato. Riteniamo che il potenziamento e la riqualificazione della sanità pubblica presuppongano una partecipazione attiva dei soggetti sociali rappresentativi del mondo del lavoro. La vicenda della mancata attuazione del protocollo delle rsa pubbliche mostra che una tale consapevolezza non è ancora presente nelle istituzioni sanitarie regionali”, conclude.

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