Zingaretti e il Pd abbandonano l’istituto tumori. La Pisana vota contro i malati
Quattro maledetti voti offrono l’alibi alla regione Lazio di Nicola Zingaretti per abbandonare l’Ifo Regina Elena, l’istituto tumori, ad un destino pessimo. Perché le carenze sono tante, a partire dal personale e non solo.
Ma mercoledì la Pisana ha perso la grande occasione. Ed ha bocciato una mozione per il rilancio di una struttura fondamentale per Roma, il Lazio e l’Italia. Mozione che aveva il consenso di tutta l’opposizione. È finita 17 a 14. Bocciata dal Pd, dalla sua maggioranza irresponsabile. Sarebbero stati sufficienti altri quattro consiglieri di minoranza presenti in aula. Ma chissà che cavolo hanno da fare… La giunta di Nicola Zingaretti sarebbe stata impegnata a lavorare a rafforzare l’Ifo anziché a sabotarlo.
Zingaretti e soci contro l’istituto tumori Regina Elena
Già, la giunta. Nessun rappresentante dell’amministrazione, a partire da quel chiacchierone dell’assessore Alessio D’Amato, è intervenuto per giustificare le scelte scellerate denunciate in aula dal consiglieri Loreto Marcelli dei Cinquestelle e riprese da vari interventi dei consiglieri dell’opposizione, come Massimiliano Maselli di Fdi e il presidente della commissione sanità Giuseppe Simeone di Forza Italia. La maggioranza ha lasciato solo il povero Rodolfo Lena del Pd. Costretto a farfugliare qualcosa contro la mozione e quindi contro il Regina Elena e i suoi lavoratori.
Le tappe del declassamento di un ospedale importante
Va detto – ed è emerso proprio dalla relazione di Marcelli – che in soli due anni l’Ifo-Regina Elena ha subito la perdita di ben otto professionisti di ruolo apicale e di spessore e qualità molto elevata, tutti destinati ad un posto di primo piano, che hanno deciso di proseguire la loro brillante carriera presso altre sedi ospedaliere ed universitarie del territorio nazionale. Fra i suddetti professionisti sono presenti clinici oncologi, ricercatori di base transnazionali tra i migliori in assoluto del territorio nazionale.
Si è perseguito il declassamento di Fisica Sanitaria, con il depotenziamento di una struttura strategica per l’Istituto, incaricata di gestire sia dal punto di vista della programmazione, disegno e sicurezza le numerose apparecchiature ad elevatissima tecnologia e relativi piani terapeutici, quali 3acceleratori lineari, una Cyberknife, due PET, due risonanze magnetiche, tre TAC.
È stata cancellata la chirurgia addominale, che si sarebbe dovuta occupare della chirurgia del colon retto, secondo tumore per incidenza e mortalità del nostro Paese. Nel corso degli ultimi anni hanno abbandonato, oltre ai succitati 8 medici di ruolo apicale, anche molti giovani che avevano messo a disposizione dell’istituto per gran parte della loro carriera il frutto della formazione dei lunghi stage pagati dal medesimo ente.
Tutto questo lo hanno sigillato col vergognoso voto della Pisana.