Zingaretti ha trovato gli esperti su cui scaricare le colpe…

Zingaretti esperti

Scaricabarile sul Covid-19, anche Zingaretti prepara la squadra di esperti che manderà al massacro nella fase due. Tale governo, tale regione.

Ad un tratto – come un uovo di Pasqua in ritardo – pure nel Lazio arriva la sorpresa. Un elenco sterminato di nomi, cognomi, titoli per dire alla regione che cosa bisognerà fare nella seconda fase della lotta al coronavirus, sempre se riusciremo mai ad entrarci e a quale prezzo sociale.

Gli esperti di Zingaretti

La novità è arrivata con un comunicato stampa della giunta regionale, non si sa se dopo una delibera, una determina, o con quale genialità. Venti esperti, che giurano di non percepire alcun compenso. I quali dovranno sudare per trovare soluzioni che assessori e consiglieri – assieme ai numerosi dirigenti della regione – non riescono a individuare. Colao docet.

Nessuno sa come siano state reclutate le eccellenze in questione. Auspichiamo che non tutte non debbano vantare oltre ai sicuramente indiscutibili – si spera – titoli accademici e professionali, anche qualità politiche di indubbia rilevanza per la giunta Zingaretti.

Ci siamo fermati al primo account Twitter in cui ci siamo imbattuti, per capire la musica preferita dai prescelti. Il professor Leonardo Becchetti, habitué irrefrenabile di Twitter, ne condisce almeno uno-due al giorno con accuse ai sovranisti, ai populisti e persino – studiando da premier pure lui – facendone direttamente i nomi: Salvini e Meloni.

Vogliamo sperare che non si tratti di un manipolo di intellettuali di sinistra di quelli che una volta il Pci portava in Parlamento. Ma già non si capisce che cosa sarebbe questo Lazio Lab inventato per l’occasione. Che si debbano anche temerne le opinioni politiche non è un buon viatico per l’uscita – di tutti e non solo del popolo compagnero- dal coronavirus.

Per ora dall’opposizione si è fatto sentire con parole molto nette e chiare Giancarlo Righini, consigliere di Fratelli d’Italia alla Pisana, che ha evidenziato i limiti di un’operazione che sa molto di propaganda.

Ma Righini non ci sta

“Con Lazio Lab – denuncia Righini – Zingaretti ha passato il limite, questa deriva autoritaria deve essere fermata subito. Da quando è iniziata l’emergenza Covid-19, il presidente Dem e la sua giunta operano sempre al di fuori delle regole democratiche. E calando decisioni dall’alto, senza sottoporle al vaglio del Consiglio Regionale e delle Commissioni”.

Poi c’è un’altra domanda dell’esponente del partito della Meloni: “Chi sono questi esperti che dovranno gestire la fantomatica fase due?  In base a quali criteri sono stati scelti e cosa ne sanno dei problemi dei territori e delle categorie?”.

Il timore di Righini è assolutamente evidente: “Che si tratti soltanto di un elenco di nomi politicamente vicini e sicuramente ben retribuiti con denaro pubblico o con altre prebende. Magari se Zingaretti  fornisce anche i numeri dei cellulari di questi esperti, potremmo girargli le migliaia di telefonate di cittadini che chiedono soluzioni. Ricordiamo al segretario del Pd che sono i consiglieri regionali eletti dal popolo a dover decidere i provvedimenti che vanno presi”.

Alla Pisana ovviamente fanno finta di nulla. Il problema si avvertirà soprattutto in maggioranza quando i consiglieri – già stufi degli assessori tecnici – si sentiranno direnon capisci nulla” anche da questi professori reclutati dall’uovo di Pasqua.

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