Zona arancione, ci risiamo. Tutti i divieti da domenica

Come era stato ampiamente pronosticato, Roma e il Lazio da domenica 17 gennaio ritornano zona arancione. L’indice di trasmissione del contagio infatti continua a crescere, e ha superato il fatidico ‘valore 1’. Che in parole povere, significa più di un nuovo infetto per ogni nuovo guarito. Il governo Conte e il ministro della salute Speranza hanno adottato un DPCM più restrittivo, secondo le indicazioni del comitato tecnico scientifico. Che prevede il passaggio di fascia da gialla ad arancione in caso di Rt superiore ad uno, o anche leggermente inferiore ma con la curva in progressivo aumento. Mentre si diventa zone rosse quando il coefficiente di propagazione del contagio supera la soglia di 1,25. Numeri spesso complicati da capire, che dicono però una cosa semplice. Ancora sacrifici per tutti, almeno fino al 5 marzo. Data di scadenza dell’ultimo provvedimento. Sarà passato un anno esatto dal primo lockdown, quando si cantava sui terrazzi. Due settimane buoni a casa, ci avevano detto. E andrà tutto bene. Purtroppo non era così, e siamo ancora in stato di emergenza sanitaria. Con alcune categorie come ristoratori e mondo del turismo e dello spettacolo che non riescono più ad andare avanti. Tra chiusure, riaperture, orari che cambiano e caos. Comunque da oggi anche in città ci sarà la zona gialla rafforzata. E da domani come già detto, tutti arancioni. Fino a nuovo ordine.

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Zona gialla oggi a Roma. Da domani il Lazio e la Capitale saranno arancioni

Oggi quindi siamo ancora zona gialla. Rafforzata però, secondo quanto disposto dall’ultimo DPCM. La novità più rilevante in termini di nuovi divieti, resta l’impossibilità di recarsi in altre Regioni. Anche se ugualmente in fascia gialla. Garantiti sempre il ritorno alla propria residenza, e gli spostamenti per motivi di urgenza, necessità e lavoro. Con autocertificazione in tasca. Liberi invece gli spostamenti in città e nel Lazio con negozi aperti fino alle 21 e bar e ristoranti fino alle 18. Poi solo asporto o consegna a domicilio. Vale il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, e sono in vigore i limiti per andare a trovare amici o parenti. Massimo in due oltre al nucleo familiare che ci ospita, senza però contare i minori di 14 anni. Tutto ciò però scadrà oggi a mezzanotte. Da domani la stretta arancione prevede infatti ristoranti e bar sempre chiusi, attivi solo per l’asporto. Negozi aperti fino alle 21, ma centri commerciali serrati nei giorni festivi e pre festivi. Libera circolazione in città, ovviamente con coprifuoco. Ma divieto di uscire dal proprio comune. Con le solite eccezioni. E in questi casi con l’autocertificazione da portare con se’. Chiusi musei, cinema, teatri e palestre. Insomma, quello che in parte abbiamo vissuto sotto Natale ritorna anche a gennaio. Sarà sufficiente a scongiurare la terza ondata?

E da lunedì tutti a scuola

Nonostante la zona arancione e le raccomandazioni alla massima prudenza dell’assessore alla salute del Lazio Alessio D’Amato da lunedì si riapriranno anche le scuole superiori. Con una ripartizione della didattica spostata al 60 – 40, cioè meno della metà in presenza. Tra fasce di ingresso e turni però si rischia una grande confusione. E molti istituti romani, come il Tasso, il Mamiani e l’Avogadro hanno protestato. Minacciando lo sciopero e di non tornare in classe. Se non verrà garantita la massima sicurezza. Anche i mezzi pubblici  sono nell’occhio del ciclone, e i privati dovranno garantire il 30% del trasporto scolastico. E una quindicina di linee urbane, per avere 1500 corse in più al giorno. Ma intanto alla stazione della metro Anagnina la mattina è già ressa. E con i ragazzi in viaggio verso le scuole il caos sembra garantito. E la terza ondata, purtroppo pure. Nella speranza ovviamente di sbagliarci. E che possa andare tutto bene.

Da lunedì riaprono le scuole. Corriamo veloci incontro alla terza ondata

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