ZTL Roma, la stretta di Gualtieri non risparmia nemmeno i disabili: 17mila devono scegliere la targa, dal 22 agosto decide il Campidoglio


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Roma, la stretta della Giunta Gualtieri sulla mobilità romana arriva ora anche ai titolari del contrassegno per disabili: sono 17.414 quelli che non hanno ancora indicato quale delle auto associate al CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) debba diventare “principale” e, dal 22 agosto, soltanto quella potrà attraversare automaticamente le ZTL di Roma e utilizzare le corsie preferenziali con la persona disabile a bordo. Una novità che entra in vigore mentre il Campidoglio prepara un autunno di ulteriori limitazioni alla circolazione.

Disabili, il conto alla rovescia scade il 21 agosto

L’ultimo avviso pubblico di Roma è arrivato il 18 agosto. Fino a venerdì 21 agosto prossimo i titolari del CUDE possono ancora scegliere autonomamente targa principale e secondaria. Oltre ai 17.414 che non hanno effettuato la scelta, risultano ancora circa 26mila contrassegni romani con tre targhe associate.

Chi non farà nulla non resterà senza contrassegno, ma sarà il ‘sistema’ capitolino a decidere al suo posto. In presenza di tre vetture verrà cancellata quella con immatricolazione più vecchia, mentre la più recente diventerà automaticamente la principale. Con due auto, la più recente sarà comunque promossa a principale. E se successivamente servirà utilizzare la seconda vettura, bisognerà prima invertire online le due targhe.

Due targhe sul CUDE, ma solo una passa ai varchi

Sul contrassegno potranno continuare a essere indicate due vetture, ma dal 22 agosto soltanto quella classificata come principale sarà inserita tra quelle abilitate al passaggio in ZTL e sulle corsie preferenziali. Per utilizzare la seconda sarà quindi necessario aggiornare preventivamente la posizione attraverso il portale di Roma Mobilità.

È un ulteriore adempimento per persone e famiglie che spesso utilizzano automobili diverse proprio perché gli accompagnatori possono cambiare. Il principio resta comunque quello previsto dal CUDE: le deroghe sono legate al trasporto della persona con disabilità, mentre per alcuni ingressi finalizzati ad andarla a prendere all’interno della ZTL restano specifiche procedure di comunicazione.

Dalla Zona 30 ai nuovi varchi: il centro sotto una rete di controlli

La misura arriva dentro una strategia molto più ampia della Giunta Gualtieri. Dal 15 gennaio 2026 l’intera ZTL del Centro storico è diventata Zona 30, anche sulle arterie più grandi. Il Campidoglio ha inoltre approvato un progetto da 4 milioni di euro per installare nuovi varchi elettronici anche in uscita dalla ZTL Centro, aggiungendo così un secondo livello di controllo rispetto ai tradizionali occhi elettronici in entrata.

Sul fronte velocità risultavano già installati quattro autovelox tra Tangenziale e viale Newton, mentre altri cinque sono stati programmati sulla Colombo. L’Amministrazione ha inoltre annunciato altre mille strade a 30 chilometri orari. A questo si aggiungono 38 nuovi Photored in 15 incroci, destinati ad affiancare gli undici già presenti per rilevare automaticamente i passaggi con il semaforo rosso.

Anche le auto elettriche hanno perso il lasciapassare gratuito

Dal 1° luglio, poi, è caduto un altro storico lasciapassare. Essere proprietari di un’auto completamente elettrica o a idrogeno non basta più per accedere gratuitamente alle ZTL: per molte categorie è necessario acquistare un permesso annuale, che può arrivare a 1.000 euro, mentre rimangono esenzioni per residenti e altre categorie individuate dal Campidoglio. Roma Capitale ha motivato la scelta con l’aumento delle elettriche autorizzate, arrivate a circa 75mila, e con la necessità di ridurre la congestione.

La sequenza alimenta inevitabilmente l’accusa politica di una mobilità impostata sempre più su divieti, autorizzazioni, controlli e costi. Sarebbe però scorretto trasformare in un fatto provato la tesi secondo cui l’obiettivo del Campidoglio sarebbe “fare cassa”. Resta il dato politico di misure che, oltre a limitare la circolazione, in alcuni casi producono nuovi permessi a pagamento e aumentano i sistemi automatici di accertamento.

A settembre altra stretta sui furgoni e sulle consegne

E il calendario non finisce con agosto. Dal 7 settembre al 7 dicembre entrerà in vigore la nuova disciplina temporanea per il trasporto merci nel Centro storico: dalle 8 alle 18 sarà vietato l’accesso a molti veicoli commerciali anche se collegati a permessi ZTL validi, con deroghe e regole differenziate per alcune categorie e servizi. Dopo le 9.30 scatteranno inoltre limitazioni a circolazione, sosta e fermata per i mezzi già entrati, salvo le eccezioni previste.

È proprio sul commercio che potrebbe misurarsi uno degli effetti più delicati della stretta. Non a caso lo stesso Campidoglio ha previsto un confronto permanente con le associazioni di categoria per verificare le conseguenze delle nuove regole sulle attività economiche. La partita riguarda quindi non soltanto gli automobilisti, ma residenti, negozi, artigiani, trasportatori e l’intero sistema delle consegne nel cuore della Capitale.

La Zona 30 è già finita davanti al Consiglio di Stato

Intanto una parte della politica della mobilità della Giunta è già arrivata davanti ai giudici. Il 14 marzo 2026 l’associazione Le Partite Iva, il Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio, insieme a tassisti e cittadini, hanno depositato un ricorso straordinario al Consiglio di Stato contro l’estensione del limite dei 30 chilometri orari a tutta la ZTL del Centro storico. I ricorrenti contestano le ricadute sulla libertà di circolazione e sul lavoro di categorie come tassisti, autotrasportatori e piccole imprese.

Al 19 agosto, dalle fonti pubbliche consultate non emerge ancora una decisione definitiva resa pubblica su quel ricorso. La contestazione resta quindi un’altra tessera dello scontro sulla progressiva trasformazione della mobilità nel centro di Roma.

Meno spazio alle auto, ma il salto del trasporto pubblico resta piccolo

Il nodo finale è l’alternativa all’automobile, ossia i mezzi pubblici che troppo spesso sono carenti. Pochi bus e metro, e non solo negli orari di punta.

E anche la fotografia istituzionale della qualità percepita invita alla cautela. Nell’ultima indagine ACoS pubblicata da Roma i servizi di mobilità — trasporto pubblico, taxi e sosta — raggiungono complessivamente soltanto la sufficienza.

È qui che la strategia della Giunta Gualtieri entra nel suo passaggio più delicato: rendere sempre più difficile usare l’auto senza offrire, almeno per ora, un salto altrettanto evidente nell’offerta alternativa. Dal 22 agosto anche migliaia di famiglie con un disabile dovranno fare i conti con una regola in più. E a settembre la morsa sul centro è destinata a stringersi ancora.