ZTL Roma, stretta anche per le auto di Stato: esenzioni solo per tre categorie ‘intoccabili’ più una maxi ‘zona grigia’
Dal 1° luglio 2026 la stangata per ottenere un pass per entrare anche con l’auto anche elettrica nella ZTL di Roma non riguarderà solo i ‘normali’ cittadini e commercianti. La novità politica che fa più rumore, stavolta, è un’altra: il pass a pagamento da oltre mille euro di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi entra anche nel mondo delle auto “di sistema”, quelle di Stato, legate a funzioni pubbliche. Con un’eccezione: quattro categorie che, di fatto, restano al riparo dal pass e relativa stangata.
La stangata che arriva anche allo Stato
La nuova griglia dei permessi varata dalla Giunta Gualtieri a fine febbraio (assenti in Campidoglio al momento del voto il sindaco Gualtieri e gli assessori: Onorato, Veloccia e Zevi) ridisegna un perimetro che non è più “privato contro pubblico”. Dentro al voto della Giunta, nel pass a pagamento da oltre 1000 euro, finiscono difatti anche veicoli collegati a settori centrali della macchina amministrativa.
Dovranno difatti pagare per entrare nella ZTL di Roma anche le auto riconducibili al sistema giustizia. Ci sono poi, tra i veicoli che dovranno pagare, anche i veicoli del mondo sanitario, tra ASL e strutture ospedaliere, le auto delle ambasciate, del mondo bancario e sindacale.
Pagheranno il pass anche le auto elettriche delle tre Università pubbliche di Roma, più tutte quelle private, che sono moltissime. Il quadro complessivo, insomma, cambia: anche questo ‘universo’ pubblico entra nel novero degli ‘stangati’, ossia dei pass annuali a pagamento.
Le quattro categorie che restano fuori
Dentro un quadro forse eccessivamente rigido, ci sono però eccezioni che emergono con nettezza. Le categorie che, in modo esplicito, risultano protette dal Campidoglio sono, carte alla mano:
Vaticano
I mezzi riconducibili all’area vaticana restano nel perimetro delle esenzioni.
Presidenza della Repubblica
Le auto della Presidenza della Repubblica risultano escluse dal pass a pagamento.
Sicurezza legata alla Prefettura di Roma
Nel pacchetto delle esenzioni rientrano anche componenti legate a forze dell’ordine e sicurezza collegate alla Prefettura di Roma.
Il caso “strano” delle auto comunali e delle municipalizzate (ACEA, AMA, Risorse per Roma, etc)
Ma, poi, nella decisione della Giunta Gualtieri ci sarebbe anche una ‘zona grigia’. Qui la partita è diversa. Non c’è un’etichetta chiara e immediata, nel voto della Giunta Gualtieri, che indichi “auto comunali” o “auto municipali” o auto delle municipalizzate (Acea, Ama, Risorse per Roma, etc). Ed è proprio questa assenza a far discutere. Perché i mezzi comunali e quelli delle municipalizzate sono tanti, tantissimi, e lavorano ogni giorno dentro e fuori la ZTL.
C’è, nel voto di Giunta, una categoria ampia che richiama gli “Enti pubblici o a partecipazione pubblica“. Ma il punto è capire come verrà applicata in concreto. Se dentro quella definizione finiranno anche le flotte di comunali e municipalizzate (sempre più elettrificate) di Acea-Ama-RIsorse per Roma, allora anche loro saranno investite in pieno dalla stangata.
Se, al contrario, tali auto dovessero restare in un regime ‘diverso’, la mancanza di una sottocategoria dedicata appare quantomeno singolare, proprio per il peso numerico dei mezzi in circolazione. È questa potrebbe costituire una di quelle domande politiche che rischiano di esplodere nelle prossime settimane. Si stangano le auto di Banca d’Italia, delle ambasciate, perfino quelle delle Università (sempre in grossa difficoltà economica, tra un taglio di fondi e l’altro), dei sindacati e delle Asl, ma non quelle di Acea – Ama e Risorse per Roma?
Solo dopo: il resto del quadro, elettrico compreso
Il contesto generale ormai è noto. Dal 1° luglio si passa a un sistema in cui l’accesso in ZTL Roma viene regolato in modo più stringente e, per molte tipologie, con permessi annuali onerosi. Anche le auto elettriche non rientrano più nel vecchio schema di accesso libero.
Restano invece fuori dal meccanismo alcune categorie legate a funzioni di servizio ed emergenza. In linea generale, parliamo di mezzi che svolgono attività essenziali e che, per ragioni operative, non possono essere “fermati” dai varchi.
La ragione dichiarata: traffico e pressione sul centro
La linea del Campidoglio punterebbe – secondo sindaco Gualtieri e assessore alla Mobilità Patanè – a ridurre la pressione sulla ZTL, soprattutto nell’area più delicata. L’argomento è semplice: negli ultimi anni gli accessi sono aumentati. E con loro è aumentata la congestione. Da qui la scelta di trasformare i permessi in una leva di regolazione più dura, qualcuno sostiene per fare cassa alla faccia delle auto ‘green’.
Il nodo politico: ZTL più selettiva, trasporto pubblico già sotto sforzo
La domanda finale è concreta. Se la ZTL diventa più selettiva e più cara, dove si spostano i flussi? I mezzi pubblici, già oggi, nelle ore di punta faticano a gestire l’afflusso. Dal 1° luglio la pressione potrebbe crescere, soprattutto se una quota di spostamenti si sposterà dal privato al trasporto collettivo senza che l’offerta riesca ad aumentare.