15 bombe a Roma in un mese, scontro alla Camera: FdI attacca Gualtieri, le opposizioni ‘chiamano’ Piantedosi
Quindici ordigni esplosi a Roma da settembre, secondo il conteggio richiamato alla Camera, e uno scontro politico che coinvolge il sindaco Roberto Gualtieri e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La lunga sequenza di attentati nelle periferie della Capitale arriva in Parlamento. Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono al Governo risposte urgenti. Fratelli d’Italia replica difendendo il lavoro delle forze dell’ordine e accusando il Campidoglio di non fare abbastanza.
Roma, quattro esplosioni in appena 24 ore
A riaccendere l’allarme sono gli ultimi attentati del 2 e 3 novembre. Due bombe carta colpiscono gli ingressi di altrettanti palazzi a Casal Bruciato e Tor Bella Monaca. Poche ore dopo, altri due ordigni esplodono davanti a un bar di Castelverde, provocando ingenti danni. Fortunatamente, in questi episodi non si registrano feriti. Gli investigatori stanno verificando possibili collegamenti con il controllo delle piazze di spaccio e gli equilibri della criminalità organizzata.
Fratelli d’Italia attacca Gualtieri: “Inerme sulla sicurezza”
La risposta di Fratelli d’Italia arriva con il deputato Marco Perissa, che si associa alla richiesta di ascoltare Piantedosi, ma sposta il confronto sulle responsabilità politiche del Campidoglio. Perissa difende le operazioni condotte contro la criminalità e definisce Gualtieri “inerme sui temi della sicurezza”. Accusa inoltre il sindaco di eccessiva tolleranza verso occupazioni abusive e centri sociali. Dichiarazioni che rappresentano una contestazione politica, non responsabilità accertate per gli attentati.
M5S, PD e AVS chiedono spiegazioni a Piantedosi
Il caso esplode politicamente durante la seduta della Camera del 3 novembre. Alfonso Colucci, deputato del Movimento 5 Stelle, chiede un’informativa urgente del ministro Piantedosi e un piano per contrastare i clan. Marco Grimaldi, di AVS, parla di una possibile guerra tra organizzazioni criminali. Paolo Ciani, del Partito Democratico, sollecita una risposta dello Stato, riconoscendo l’impegno delle forze dell’ordine. Tutti chiedono interventi concreti per fermare gli attentati.
Roma, la guerra politica sulle bombe arriva in Parlamento
Il confronto mette in evidenza due livelli distinti di responsabilità: allo Stato spettano l’ordine pubblico e il coordinamento delle forze di polizia, mentre il Comune interviene sulla sicurezza urbana attraverso servizi, territorio e prevenzione. Intanto, le indagini proseguono per identificare gli autori e verificare se gli attentati abbiano una regia comune. La domanda che resta aperta, oltre allo scontro fra maggioranza e opposizioni, è quali misure aggiuntive verranno adottate per impedire nuove esplosioni nella Capitale.