3 milioni di mutuo per ristrutturare le fontane monumentali di Roma: e il tesoretto di Trevi? Promesse in tv, debiti in Giunta

Roma, Fontana a di Trevi

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Roma, la Giunta Capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha approvato un progetto per la manutenzione straordinaria delle fontane monumentali grazie a un nuovo mutuo da 3 milioni di euro proprio mentre il Campidoglio, in pompa magna, ha annunciato pubblicamente urbi et orbi sui media nazionali un tesoretto che arriverà presto nelle casse capitoline grazie all’introduzione del nuovo ticket d’ingresso a pagamento per avvicinarsi alla celebre Fontana di Trevi.

Quanto costa: 2,3 milioni di lavori, il resto tra IVA e “cuscinetti”

Il quadro economico complessivo è da 3.000.000 euro, questo riporta la deliberazione della Giunta Gualtieri n. 11 del 27 gennaio, pubblicato il 5 febbraio. Assente, al momento del voto, il sindaco Gualtieri, la presidenza della seduta in Campidoglio è stata assunta dalla vice Scozzese, con delega al Bilancio. Il Comune, in particolare, programma l’impegno economico con mutuo spalmato in tre anni: 500mila euro nel 2026, 900mila nel 2027, 1,6 milioni nel 2028. È il segnale più politico dell’operazione: non un blitz unico, ma un piano pluriennale che si regge sul debito. Ma la scelta di finanziare così la manutenzione apre la domanda che rimbalza in città: perché a mutuo?

Il contesto: Trevi a ticket, milioni annunciati per il patrimonio

Il cortocircuito politico e comunicativo, oltreché economico, è evidente, almeno dallo scorso 2 febbraio 2026. Giorno in cui la Giunta Gualtieri al gran completo ha annunciato il sistema di accesso a pagamento per Fontana di Trevi con ticket di 2 €. Secondo quanto riportato da RaiNews, la Giunta Gualtieri ha dichiarato che l’operazione può portare nelle casse capitoline fino a 8,5 milioni l’anno, soldi che saranno vincolati – così ha spiegato la Giunta Gualtieri – alla “Tutela del patrimonio capitolino”. Nello stesso giorno ANSA attribuisce agli assessori capitolini un ordine di grandezza 6–7 milioni annui in arrivo e la promessa di “Reinvestirli su manutenzione e restauro del patrimonio di Roma”.

La domanda politica: incassi promessi, ma le fontane vanno “a debito”

Messa così, la fotografia è impietosa: mentre la Giunta comunica un “tesoretto” in arrivo da Trevi per prendersi cura dei monumenti, per giustificare il ticket, il Campidoglio approva un progetto che poggia su indebitamento per i tre anni a venire, specie per una voce simbolica come le fontane monumentali di Roma, città dell’acqua.

Regina Aquarum, ma con il rubinetto delle fontane in bilico

E qui arriva la postilla più amara: Roma, la “Regina Aquarum” degli antichi romani che si è costruita la fama mondiale su una dozzina di acquedotti antichi e su una città-letteralmente-disegnata dall’acqua, oggi rischia di ritrovarsi a discutere non solo come restaurare le fontane, con soldi in arrivo dal presunto tesoretto del ticket o a debito, ma addirittura se continuare a tenerle in funzione o se farle scorrere.

Nel 2024 un alert rilanciato dall’ONU (per leggere l’articolo, clicca qui) ha messo in fila i segnali: anni più secchi della media dal 2021 e un 2022 definito dal Centro comune di ricerca della Commissione europea come siccità “peggiore in 500 anni”.

Morale: puoi anche cambiare pompe e quadri elettrici, ma se l’acqua diventa fragile, la città dell’eterna abbondanza rischia la scena più romana di tutte: fontane restaurate a caro prezzo… e poi spente perché l’acqua è finita?

Roma, Fontana di Trevi, i gabbiotti per i ticket a pagamento
Roma, Fontana di Trevi, i gabbiotti per i ticket a pagamento – www.7colli.it