38 Photored ai semafori per multare chi passa col rosso: Roma stretta tra ZTL, Zone 30 e… mezzi pubblici che arrancano
Roma si prepara ad accendere altri occhi elettronici sulle sue strade: dopo la ZTL, i varchi in entrata e in uscita, le zone 30 e gli autovelox, arrivano anche 38 nuovi Photored in 15 incroci considerati tra i più pericolosi della Capitale entro il prossimo 30 luglio. Ufficialmente è una misura per la sicurezza stradale. Politicamente, però, il segnale è chiaro: il Campidoglio continua a stringere il recinto attorno agli automobilisti.
La strategia dei controlli
I Photored serviranno a fotografare chi passa con il semaforo rosso. La logica è semplice: telecamere puntate sugli incroci, targa registrata, multa automatica. Il Comune di Roma punta a ridurre incidenti, scontri laterali e investimenti. Una battaglia giusta, almeno sulla carta. Ma il problema è il contesto: a Roma ogni nuova telecamera arriva dentro una città già appesantita da divieti, cantieri, traffico e trasporto pubblico ancora fragile.
L’effetto punitivo
Il punto politico è tutto qui. Presa singolarmente, ogni misura può avere una sua ragione. La ZTL tutela il centro storico. I varchi controllano gli accessi. Le zone 30 dovrebbero proteggere pedoni e ciclisti. Gli autovelox colpiscono la velocità. I Photored puniscono chi brucia il rosso. Ma sommate insieme, queste scelte disegnano una strategia che molti romani percepiscono come punitiva: meno libertà di movimento, più controlli, più multe.
L’alternativa che non c’è
Per chiedere ai cittadini di lasciare l’auto, però, serve un’alternativa vera. E qui Roma mostra ancora tutte le sue crepe. Bus che saltano le corse, metro affollate, attese lunghe, collegamenti deboli tra centro e periferie. Il Campidoglio può anche moltiplicare telecamere e divieti, ma se il trasporto pubblico continua ad arrancare, la promessa di una mobilità più moderna rischia di restare zoppa.
Sicurezza o cassa?
Il Comune sostiene di perseguire la sicurezza. Ma la politica vive anche di percezione. E per molti automobilisti romani l’ennesimo impianto automatico non suona come una tutela, ma come una nuova ‘trappol’a. Il rischio è che i Photored diventino l’ultimo tassello di una città che punisce chi guida, senza offrire ancora una vera via d’uscita a chi vorrebbe farne a meno.
E non è un dettaglio che proprio Atac sia finita di recente sotto la lente dell’Antitrust: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha contestato alla municipalizzata il mancato rispetto, tra il 2021 e il 2023, degli standard di qualità e quantità del servizio.
Il procedimento si è chiuso il 25 novembre 2025, con impegni obbligatori e oltre 3 milioni di euro di rimborsi agli abbonati Metrebus: un’altra prova che, mentre Roma moltiplica divieti e telecamere, l’alternativa pubblica all’auto resta ancora il vero punto debole.