50 anni fa la strage di Primavalle. Meloni: “Erano gli anni dell’odio, evitiamo ricadute”

rogo di primavalle (2)

“‘Erano gli anni dell’odio’, come ha correttamente sottolineato il senatore Verini giovedi’ scorso nell’Aula del Senato della Repubblica”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato al presidente dell’Associazione Fratelli Mattei, Giampaolo Mattei, in occasione della cerimonia di commemorazione del 50mo anniversario della strage di Primavalle.

Strage di Primavalle, la nota della Meloni

“Si’, erano gli anni nei quali l’avversario politico era un nemico da abbattere, erano gli anni dei cattivi maestri sempre pronti a giustificare anche il piu’ orrendo dei crimini o a costruire false verita’ per coprire i responsabili, erano gli anni delle fazioni contrapposte e della delegittimazione reciproca. Il popolo italiano ha saputo superare quegli anni cosi’ duri. Non lo ha fatto senza difficolta’. Le cicatrici delle profonde ferite subite ne sono il segno concreto e, spesso, tornano a far male. Non possiamo cancellare la storia o chiedere alle famiglie delle vittime di dimenticare cio’ che e’ successo. Non possiamo restituire la vita ai troppi giovani che l’hanno sacrificata ad un’ingiusta violenza. Quello che possiamo fare oggi e’ tenere viva la memoria di quanto accaduto, per evitare il pericolo di ricadute e condurre l’Italia e il nostro popolo verso una piena e vera pacificazione nazionale”.  “E’ l’obiettivo che l’Associazione Fratelli Mattei persegue fin dalla sua fondazione e che era nel cuore della signora Anna, donna straordinaria che non ha mai smesso di chiedere giustizia per i suoi figli e che ha impegnato tutta la sua vita con la forza della testimonianza. E’ l’obiettivo che mi auguro tutte le forze politiche, le Istituzioni, le agenzie educative e la societa’ vogliano porsi per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di rispetto e tolleranza. Perche’ nel confronto politico non ci siano piu’ nemici da abbattere o da distruggere, ma soltanto avversari, con i quali confrontarsi civilmente e nel riconoscimento reciproco”, aggiunge la premier.

Rocca: “L’Italia si divise anche davanti a quei morti”

“Sono 50 anni da una tragedia che colpì un’intera comunità politica, anziché essere motivo di dolore per una intera comunità nazionale, che invece si divise anche davanti a quei morti. Forse uno dei momenti più bassi dello scontro politico che ha insanguinato gli anni Settanta e Ottanta”. Lo dice il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, alla cerimonia per il 50esimo anniversario dell’uccisione dei fratelli Mattei nel rogo di Primavalle. Il governatore, visibilmente commosso, riprende le fila del racconto di Antonella, la sorella di Stefano e Virgilio Mattei.

“Mettere una tanica di benzina e dare fuoco alle tre di notte, non è un attentato dimostrativo in una famiglia dove vivevano sei bambini, sei ragazzi. La commozione nasce da quelle parole che rendono vivo ancora quel dolore, quell’angoscia”, ripete Rocca. “Quindi oggi è doveroso ricordare cosa è stato quel periodo per il nostro Paese perché non accada mai più, perché l’odio politico non prevalga, perché prevalga la ragione, il dialogo, la speranza”, “Cinquant’anni dopo speriamo possa cominciare un nuovo percorso, che si metta una volta per tutte la parola fine anziché alimentare divisioni sul nulla. Ci sono sensibilità politiche diverse, ed è giusto che sia così in democrazia, ma mai questo può autorizzare comportamenti violenti di qualsiasi tipo”, ribadisce Rocca.

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