Piante rare ‘spacciate’ per normali pacchi di plastica: azzerato traffico illegale negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino
Sui documenti di accompagnamento erano indicate come semplici spedizioni di “accessori di plastica e silicone”. Ma all’interno dei pacchi, intercettati negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, sono spuntate piante e talee esotiche rare, tutelate dalle norme internazionali contro il commercio illegale di flora minacciata. A scoprirle sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Roma insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli degli Uffici Lazio 1 e 2. Dal Sud-Est asiatico alle case dei collezionisti
Le spedizioni, secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, provenivano dal Sud-Est asiatico ed erano destinate al circuito commerciale. Le verifiche hanno portato al rinvenimento di numerosi esemplari appartenenti alle famiglie delle Cactaceae, Agavaceae, Liliaceae ed Euphorbiaceae. Varietà legate ad areali naturali particolarmente delicati, dal deserto messicano dello Yucatan al Kalahari sudafricano, fino al parco nazionale di Andohahela, in Madagascar.
Il lato oscuro della “giungla urbana”
Dietro il fascino delle piante rare può nascondersi un mercato molto redditizio. Il collezionismo botanico, soprattutto online, ha trasformato alcuni esemplari in oggetti del desiderio: piante introvabili, ricercate per arredare case e serre private come simboli di esclusività. Ma quando quelle specie vengono prelevate dai loro habitat naturali e importate senza autorizzazioni, la moda diventa un danno concreto alla biodiversità e alimenta un traffico internazionale illecito.
Le perquisizioni e le altre piante sequestrate
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino con il personale dell’ADM, non si è fermata ai controlli aeroportuali. Le successive perquisizioni hanno consentito di individuare e sequestrare ulteriori piante succulente, prive della documentazione necessaria a dimostrarne l’origine e, secondo gli investigatori, pronte a essere immesse nel mercato clandestino. L’obiettivo ora è ricostruire tutti i passaggi della filiera.
La Convenzione di Washington contro il mercato illegale
Gli esemplari sequestrati rientrano nell’ambito di tutela della Convenzione di Washington, conosciuta come CITES, che disciplina il commercio internazionale delle specie animali e vegetali minacciate. Il principio è semplice: una pianta rara non può diventare merce senza controlli, certificazioni e autorizzazioni. L’operazione arriva proprio il 22 maggio, data in cui si celebra la Giornata internazionale della diversità biologica promossa nell’ambito delle Nazioni Unite. Indagati presunti innocenti fino a sentenza definitiva
L’inchiesta punta a fare luce su un commercio che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe sfruttato false dichiarazioni doganali per introdurre in Italia piante protette. Resta fermo il principio di garanzia: le persone coinvolte nelle indagini devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.