Villa Borghese è di Roma e dei romani, non della Giunta Gualtieri: Italia Nostra chiede lo “Stop del bando per l’ampliamento”

Villa Borghese, foto Google Maps

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Villa Borghese non può diventare il terreno di sperimentazione per nuovi edifici legati all’ampliamento della Galleria Borghese: è il messaggio lanciato da Italia Nostra e dalle associazioni contrarie all’operazione, per comunicato stampa, già prima della conferenza stampa il cui avvio è atteso a minuti quest’oggi venerdì 22 maggio presso la sede dell’Associazione Stampa Romana. Il bersaglio politico delle conferenza stampa è soprattutto il Campidoglio guidato da Roberto Gualtieri: per gli ambientalisti, la Villa appartiene a Roma e ai cittadini romani e nessuna amministrazione può trattarla come uno spazio liberamente trasformabile.

L’ampliamento che divide Roma

La polemica nasce dall’iniziativa promossa dalla Galleria Borghese per arrivare a un progetto di fattibilità tecnico-economica destinato ad ampliare strutture espositive e servizi del museo. L’ipotesi riguarda un nuovo volume vicino all’edificio storico, con l’obiettivo dichiarato di migliorare accessibilità, sicurezza e possibilità di mostrare opere oggi conservate nei depositi. Il percorso è sostenuto da una sponsorizzazione tecnica di Proger (società vicina a Francesco Rutelli) da 875 mila euro, ma al momento non esiste ancora un progetto definitivamente approvato.

Italia Nostra: “Un bene collettivo da lasciare integro”

Per Italia Nostra e per le associazioni firmatarie del comunicato, giunto in redazione, la questione viene prima ancora delle dimensioni o della forma del futuro edificio: Villa Borghese – a loro dire – è un bene collettivo, consegnato alla fruizione pubblica dei romani e protetto da una rete di vincoli storici, paesaggistici e culturali. La costruzione di nuovi volumi, anche se destinati alla Galleria, rischierebbe secondo il fronte del “no” di alterare il delicato rapporto tra giardino, architettura e collezione d’arte che rende unico l’intero complesso.

La Giunta Gualtieri nel mirino, ma il progetto nasce dal Mic

Il passaggio politicamente più delicato riguarda Roma. Il 5 maggio la Giunta Gualtieri ha approvato la Memoria n. 24, con cui ha aderito all’iniziativa promossa dalla Galleria Borghese per la redazione del progetto di fattibilità relativo all’ampliamento concedendogli anche la pubblica utilità, vale a dire i favori di un iter rapido e poche scocciature burocratiche.
Il Campidoglio ha poi precisato che si tratta ‘solo’ di un documento ricognitivo, privo di effetti vincolanti, e che ogni eventuale intervento dovrà superare le valutazioni di Soprintendenza, Sovrintendenza capitolina e dipartimenti competenti. In altre parole: la Giunta non ha autorizzato un cantiere, ma ha scelto di entrare nel percorso. Ed è proprio questa scelta che le associazioni contestano.

La richiesta: ritirare il bando e fermarsi prima del progetto

Italia Nostra chiede ora il ritiro immediato del bando relativo alla possibile realizzazione di nuovi spazi e avverte che, qualora l’integrità della Villa venisse compromessa, le associazioni sarebbero pronte a rivolgersi al Tribunale. La posizione di Italia Nostra è netta: i problemi reali della Galleria, dagli ingressi contingentati alla necessità di valorizzare le opere nei depositi, non possono essere risolti sacrificando un equilibrio storico e paesaggistico considerato irripetibile. La partita, dunque, resta aperta: da una parte l’esigenza di rendere il museo più fruibile; dall’altra il timore che, dietro la modernizzazione, si apra una breccia dentro uno dei luoghi più preziosi di Roma.