Il Campo Largo a Roma traballa: altolà di M5S e Lista Raggi a Gualtieri e PD su Inceneritore e (forse) Olimpiadi 2040

Roma inceneritore - foto generata con IA, non riconducibile al reale cantiere

Contenuti dell'articolo

Il cantiere dell’inceneritore di Roma avviato in fretta e furia dal sindaco PD a Santa Palomba il 15 maggio scorso è diventato il primo vero ostacolo contro l’ipotesi di campo largo in salsa romana verso la riconferma di Roberto Gualtieri attesa a maggio 2027: la conferma arriva nero su bianco dall’intero gruppo capitolino del Movimento 5 Stelle che ha presentato un’interrogazione contro l’avvio dei lavori, affiancando la battaglia già condotta in prima persona da Virginia Raggi. Accanto all’ex sindaca di Roma, quindi, contro l’avvio del mega progetto, si schierano anche la capogruppo grillina Linda Meleo e i consiglieri Daniele Diaco e Paolo Ferrara. Alla contestazione si unisce inoltre Carla Canale, consigliera della Lista Civica Virginia Raggi nel IX Municipio.

Cosa chiedono i consiglieri a Gualtieri

L’interrogazione M5S più Lista Raggi nasce dalle immagini diffuse dai cittadini presenti nei pressi dell’area di cantiere. Nello scavo sarebbero emersi materiali che, secondo quanto riferito nel post del M5S Roma, i tecnici avrebbero indicato come “frammenti fittili”, insieme a resti di terracotta e basolato. M5S e Lista Raggi chiedono quindi a Gualtieri di chiarire se il cantiere abbia intercettato una strada romana, resti di muri antichi o altri elementi archeologici e quali controlli siano stati attivati prima di proseguire con le lavorazioni.

L’inceneritore diventa una questione politica

Il significato dell’iniziativa va ben oltre l’eventuale presenza di reperti archeologici nel terreno. Santa Palomba è il progetto simbolo sul quale Gualtieri ha deciso di giocare una parte decisiva del proprio mandato. L’impianto da circa un miliardo di euro di costo e 7,5 miliardi di indotto è destinato a trattare 600mila tonnellate annue di rifiuti. È stato presentato dal Campidoglio (con la copertura del Pd regionale e nazionale) come la soluzione strutturale all’emergenza rifiuti della Capitale. Ma il cantiere è partito in un clima segnato da ricorsi, opposizioni territoriali con 10 ricorsi pendenti tra Tar Lazio e Tribunale Superiore delle Acqua Pubbliche, inchieste di Corte dei Conti e Procura di Roma e fortissime perplessità politiche.

Non più soltanto la battaglia di Virginia Raggi

La novità è che l’opposizione all’inceneritore non resta più confinata alla figura dell’ex sindaca e alla Lista Raggi. Con l’interrogazione dell’intero gruppo M5S in Campidoglio, la distanza da Gualtieri diventa una linea politica collettiva. Meleo, Diaco, Ferrara e Raggi portano così Santa Palomba al centro dello scontro con il Pd romano: non una polemica episodica, ma una frattura su una delle opere più importanti e controverse dell’attuale amministrazione.

Il campo largo romano rischia di non nascere mai

Il dossier Inceneritore diventa quindi una possibile mina elettorale. Gualtieri dovrebbe presentarsi alle comunali di maggio 2027 cercando di allargare il sostegno del centrosinistra anche al Movimento 5 Stelle. Ma i rapporti tra Pd e M5S a Roma appaiono ormai ai minimi termini. Il sindaco considera il termovalorizzatore indispensabile, mentre i 5 Stelle lo contrastano come uno degli errori più gravi della sua Giunta. Costruire un’alleanza elettorale sopra una divisione così profonda rischia di diventare impossibile.

Il 26 maggio il nuovo test sulle Olimpiadi 2040

Ma i possibili problemi nel campo largo romano non si fermano al settore rifiuti. La prossima verifica politica sulla tenuta dei rapporti tra Pd, M5S e Lista Raggi arriverà in Assemblea Capitolina il prossimo 26 maggio, giorno in cui – dopo vari slittamenti – è convocata la seduta che dovrà affrontare anche la mozione sulla possibile candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2040.

Il documento con cui si chiede di riaprire la partita sui giochi olimpici, è firmato dai consiglieri di Azione e Italia Viva Flavia De Gregorio e Antonio De Santis. Il voto si inserisce nel confronto dell’area centrista con la maggioranza capitolina. La proposta non assegna automaticamente la candidatura, ma chiede di aprire una fase di valutazione su costi, impianti, sostenibilità e ricadute per la città.

Un “No” che potrebbe chiudere la porta a Gualtieri

Su quel voto il Movimento 5 Stelle e Lista Raggi potrebbero – il condizionale è d’obbligo – dire “No”. Dopo l’attacco compatto sull’inceneritore, una bocciatura delle Olimpiadi 2040 (fortemente sostenute dal primo cittadino Gualtieri e dal suo cerchio magico e dal PD romano e regionale, nonostante all’interno dello stesso PD vi siano correnti ambientaliste che il ‘mostro brucia rifiuti’ non lo vogliono) avrebbe un significato difficilmente aggirabile.

Il M5S sceglierebbe di opporsi – in caso di ‘NO’ alla proposta – a due dei dossier più identitari dell’amministrazione Gualtieri. Non sarebbe un atto formale di rottura di un’alleanza che ancora non esiste. Ma potrebbe rappresentare il segnale definitivo: a Roma, il campo largo rischia di naufragare prima ancora di essere costruito.

Il post del M5S sull'interrogazione relativa all'Inceneritore di Roma
Il post del M5S sull’interrogazione relativa all’Inceneritore di Roma – www.7colli.it