Olimpiadi 2040, la candidatura sbarca in aula Giulio Cesare: il campo largo (in salsa romana) alla prova dei numeri

Roma, sullo sfondo il Campidoglio, in primo piano il sindaco Gualtieri e la ex, Virginia Raggi

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La candidatura di Roma alle Olimpiadi 2040 entra nell’Aula Giulio Cesare. Nelle sedute di martedì 28 e giovedì 30 aprile, l’Assemblea Capitolina discuterà la mozione n. 33, firmata da Flavia De Gregorio, consigliera di Azione, e Antonio De Santis, esponente di Italia Viva. L’atto chiede al sindaco Roberto Gualtieri e alla Giunta di avviare le prime verifiche sulla possibile corsa olimpica dopo il grande ‘No’ della ex sindaco Virginia Raggi degli anni passati.

Non è solo una mozione sulle Olimpiadi

Sulla carta si parla di sport, impianti, immagine internazionale e futuro della Capitale. In realtà il voto pesa molto di più soprattuttto in chiave politica. La mozione diventa un test sul possibile campo largo in salsa romana, quello che potrebbe sostenere Gualtieri nella corsa al secondo mandato nel maggio 2027. Prima ancora dei programmi, in Aula si misureranno rapporti di forza, convenienze e diffidenze, tra possibili e futuri alleati della galassia progressista: PD, M5S, Lista Raggi, AVS, etc.

Il nodo è il Movimento 5 Stelle

Gli occhi saranno puntati soprattutto sui consiglieri del Movimento 5 Stelle-Lista Raggi: Virginia Raggi, Linda Meleo, Daniele Diaco e Paolo Ferrara. Per loro il tema olimpico non è solo sport, ma molto di più. Il precedente del ‘No’ alla candidatura di Roma 2024 resta una pagina pesante, comunque la si pensi, della storia politica recente della Capitale. Ora dovranno scegliere se tenere quella linea o aprire almeno alla fase esplorativa proposta dai centristi.

Centristi avanti, alleati in bilico

La proposta nasce nell’area Azione-Italia Viva, con De Gregorio e De Santis in prima fila. È proprio qui che il campo largo rischia di inciampare, almeno a Roma. Pd, sinistra, 5 Stelle e centristi possono stare insieme a Roma oppure no, al di là del quadro nazionale? Il voto sulle Olimpiadi non darà la risposta definitiva, ma può far capire se il ‘cantiere politico’ esiste davvero o resta – almeno per il momento – solo uno slogan.

Il segnale prima del 2027

Un “Sì’ alla proposta della candidatura dei 5 Stelle e/o della Lista Raggi sarebbe un’apertura politica pesante. Un “No” segnerebbe una distanza difficile da ricucire. Un’astensione direbbe invece che il dialogo c’è, ma nessuno vuole scoprirsi ancora troppo. In ogni caso, il Campidoglio userà questa mozione come primo termometro politico del dopo-Giubileo e del pre-elezioni.

La domanda per Roma

Per i cittadini il punto è semplice: le Olimpiadi servono davvero alla città? La risposta non può fermarsi al fascino dei grandi eventi. Deve passare da trasporti, costi, impianti, periferie e servizi. Prima ancora di sognare il 2040, Roma deve dimostrare di saper decidere senza trasformare ogni progetto in una resa dei conti politica.

Non solo sport, ma anche l’inceneritore Acea di Salta Poalomba

Sullo sfondo resta anche l’altra partita, forse ancora più divisiva: il fronte del “No inceneritore Acea” a Santa Palomba, terreno sul quale il campo largo romano rischia di mostrare tutte le sue crepe.

Perché a Roma l’alleanza si misura così: non solo sulle Olimpiadi da immaginare nel 2040, ma sulle scelte concrete che oggi dividono in maniera quasi abissale Pd, 5 Stelle, sinistra e centristi.