Pd e M5S insieme in foto, ma divisi su Inceneritore e Olimpiadi di Roma 2040: il ‘Campo Larghissimo’ di Leodori parte in salita


Roma, la riunione promossa dal segretario PD del Lazio Daniele Leodori al Centro Congressi di via Frentani pretendeva di mostrare l’avvio di un percorso politico nel centrosinistra per la costituzione di un campo “larghissimo” per battere il centrodestra regionale. Ma l’immagine finale dei politici presenti – pubblicata sui profili social di Leodori – restituisce più prudenza che entusiasmo. Nella foto, insieme al segretario dem, compaiono anche Adriano Zuccalà, capogruppo M5S in Regione Lazio, Alessio D’Amato di Azione, Claudio Marotta di Sinistra Civica Ecologista e Marietta Tidei di Italia Viva. Ma il vero punto politico non è la presenza in sala o la foto sui social, ma ciò che divide i rispettivi partiti fuori dalla sala.

Il vero banco di prova è Santa Palomba

Il primo nodo è sicuramente il maxi impianto di Roma-Santa Palomba targato Acea al centro della strategia rifiuti del Campidoglio a guida Gualtieri. È qui che la narrazione del campo “larghissimo” di Leodori mostra la sua crepa più evidente. Il Movimento 5 Stelle continua a considerare l’inceneritore un confine politico difficilmente superabile, almeno così racconta urbi et Orbi Giuseppe Conte, nel suo libro appena pubblicato come nelle campagne elettorali in provincia di Roma. Mentre il Pd romano e la giunta Gualtieri lo difendono come asse centrale e irrinunciabile della chiusura del ciclo dei rifiuti romano. Ma al di là delle dichiarazioni politiche di Conte, il M5S ha votato compatto il proprio ‘No’ chiaro e netto al progetto dell’Inceneritore, in Campidoglio, nelle stesse ore in cui Leodori nella Sala Congressi pretendeva di avviare il percorso politico per riconquistare la Pisana.

Le Olimpiadi 2040 aprono un secondo fronte

Il secondo nodo tra Pd e M5S è la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2040. La mozione promossa da Azione e Italia Viva in Campidoglio sarebbe dovuta arrivare in Campidoglio domani, 30 aprile. Ma il voto è slittato a data da destinarsi, come stabilito da Svetlana Celli, presidente dell’aula Giulio Cesare. Uno slittamento che salva il Pd dall’ennesimo e probabile ko politico a firma M5S e Lista Raggi.

Un rinvio che porta con sé tutti i dubbi del caso, perché sarà proprio quel passaggio in aula Giulio Cesare a restituire la vera cartina tornasole dei rapporti tra PD e M5S e, più in generale, nel cosiddetto campo “larghissimo”. Il tema, infatti, mette in difficoltà soprattutto il PD romano, ancora segnato dal grande ‘No’ alle Olimpiadi 2024 pronunciato dall’allora sindaca Virginia Raggi, con il coro del M5S nazionale. Finché quel voto non ci sarà, l’unità resterà sospesa. Magari evocata nelle foto, ma non ancora verificata sui fatti, in aula, davanti alla prova provata dei voti dei consiglieri M5S.

Leodori trasforma l’alleanza con il M5S in un ‘campo… fermo’

Per questo la riunione di via Frentani di Leodori racconta un paradosso. Il Pd pretende di costruire a colpi di foto social una presunta coalizione amplissima in vista delle prossime scadenze, dalla Regione al Campidoglio, ma i due dossier più pesanti — inceneritore e Olimpiadi 2040 — restano senza una sintesi. Sospesi nel vuoto di una narrazione politica incompleta. Una foto può aprire un racconto politico, ma non può sostituire un programma. E davanti agli elettori, prima o poi, non basterà dire “siamo insieme in un campo larghissimo” ma bisognerà spiegare soprattutto: per fare cosa? Con quale programma? Con o senza primarie? Chi incarnerà la leadership?

Leodori in sostanza non solo non riesce a indicare una direzione al suo presunto campo ‘larghissimo’, tra maxi Inceneritore di Santa Palomba e Olimpiadi 2040, ma ha messo in posa anzitempo un centrosinistra senza che abbia ancora una linea politica chiara e netta. E una leadership che si limita a ‘fotografare’ le presenze, ma senza sciogliere i nodi politici, rischia di trasformare il suo presunto campo larghissimo in un campo… fermo.