Roma Futura e Sinistra Ecologista per il ‘Sì’ all’Inceneritore, ‘No’ di M5S e Lega: il voto in Campidoglio svela chi sostiene Gualtieri

Da sinistra, Daniele Leodori, segretario regionale PD, e Marta Bonafoni, consigliera regionale Lazio e referente segreteria nazionale PD di Elly Schlein, foto Instagram

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Roma, ha ottenuto 25 ‘Sì’ dell’aula Giulio Cesare la proposta n. 60/2026 della Giunta Gualtieri e in particolare degli assessori Zevi e Alfonsi che prevede l’acquisizione al Patrimonio comunale del Fosso di Cancelliera, interno al terreno di Roma-Santa Palomba dove il sindaco Gualtieri vuole realizzare il maxi impianto Acea da 600mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati che ha avuto luogo ieri pomeriggio 28 aprile.

Il Fosso come prova politica

Il Fosso di Cancelliera non è un dettaglio marginale. Si trova nel bel mezzo del terreno di Roma-Santa Palomba su cui dovrebbe sorgere in mastodontico mostro brucia immondizia, ma proprio al confine con i Comuni di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Pomezia e Ardea. Acquisirlo al patrimonio di Roma significa rimuovere un altro ostacolo amministrativo e rendere più rapido il percorso verso l’avvio del cantiere. Per questo motivo, il voto in Campidoglio diventa una cartina di tornasole: chi ha votato sì ha sostenuto un atto funzionale all’avanzamento del progetto.

La maggioranza Gualtieri compatta

Il tabulato del voto capitolino che il Nuovo 7 Colli è in grado di svelare restituisce una fotografia politica netta. La proposta è stata approvata con 25 favorevoli, 4 contrari e nessun astenuto. A favore si è schierata la maggioranza che sostiene Roberto Gualtieri: l’intero Partito Democratico, l’intera Lista Civica Gualtieri, ma anche – è qui iniziano le sorprese politiche – l’intera Lista civica Roma Futura, insieme ai cattolici di Demos, e persino una consigliera dell’area AVS oltre a Italia Viva. Non un voto tecnico, dunque, ma un passaggio politico pienamente consapevole dal centrosinistra capitolino.

Roma Futura e il nodo Bonafoni

Il dato più sensibile riguarda Roma Futura. I due consiglieri capitolini, Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini, hanno votato a favore, ossia ‘Sì’, nessun tentennamento. La lista è politicamente riconducibile anche all’area di Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio, ma soprattutto coordinatrice nazionale della segreteria del Partito Democratico guidato da Elly Schlein, la segretaria dem ex ‘sardina’ che si definisce una “fervente ambientalista”. Qui nasce la contraddizione politica: un’area che ha costruito larga parte della propria identità su ambientalismo, partecipazione e transizione ecologica ‘green’, sostiene un atto che aiuta il percorso del maxi forno brucia rifiuti per di più indifferenziati.

L’ambientalismo alla prova dei fatti

Il punto non è stabilire se il voto equivalga formalmente a un sì definitivo all’impianto brucia spazzatura. Non lo è. Ma è altrettanto evidente che l’acquisizione del Fosso rappresenta un tassello utile alla realizzazione del polo di Santa Palomba. Ed è proprio su questi passaggi, spesso presentati come ‘ordinari’, che si misura la coerenza politica. L’ambientalismo di governo non si giudica dai comunicati, ma dagli atti votati in Aula.

Il sì che pesa nell’area AVS

Altro elemento significativo è il voto favorevole di Michela Cicculli, consigliera di Sinistra Civica Ecologista, riconducibile al perimetro politico di Alleanza Verdi e Sinistra. Non risultano invece tra i favorevoli gli altri due riferimenti di quell’area, Alessandro Luparelli e Ferdinando Bonessio (assenti). Resta però un fatto politico: anche una parte della sinistra ecologista capitolina ha votato un atto che spinge in avanti il dossier pro-inceneritore.

Chi ha detto no

I contrari in aula sono stati solo quattro: Paolo Ferrara, Linda Meleo e Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle, più Fabrizio Santori della Lega. Fratelli d’Italia e Forza Italia non risultano tra i partecipanti al voto. In Aula, dunque, l’opposizione più riconoscibile all’atto è stata quella del M5S, con il sostegno di un consigliere leghista. Il resto del centrodestra, almeno in questa votazione, non ha lasciato traccia, tutti i consiglieri erano assenti.

Gualtieri e il PD, Roma Futura (di Marta Bonafoni e Giovanni Caudo) e Sinistra Ecologista riportano Roma agli anni ’80

Sembra quasi scontato dirlo nel 2026, ma l’unica strada realmente orientata alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente per la gestione dei rifiuti resta quella delle tre R: riduzione, riuso e riciclo.
È un principio che partiti e liste civiche, specie se di ispirazione progressista ed ecologista, dovrebbero considerare centrale nella gestione dei rifiuti e loro vero caposaldo politico-istituzionale.
Scegliere invece la via dell’incenerimento, attraverso procedure commissariali e voti presentati come ‘ordinari’, rischia di riportare Roma a un modello superato, più vicino agli anni Ottanta che a una moderna economia circolare. Con buona pace di chi si auto-definisce ecologista e ambientalista, ma soprattutto progressista.

Terreno Santa palomba per inceneritore