Centrale del Latte di Roma, Santori (Lega) attacca Gualtieri: “Venga in Aula, il rilancio non diventi una svendita”
La Centrale del Latte di Roma torna terreno di scontro politico in Campidoglio: Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, annuncia la richiesta delle opposizioni di convocare una seduta straordinaria dedicata al futuro dell’azienda e accusa il Partito democratico di rinviare il confronto pubblico. Per Santori, il punto non è più soltanto industriale: Roma deve sapere se dietro il piano di rilancio possano aprirsi scenari di cessione o nuovi accordi societari.
Un’azienda tornata sotto il controllo del Comune
Il dossier pesa perché riguarda uno storico marchio della Capitale. Nel 2023 Roma Capitale aveva avviato la riconsegna del 75% delle quote da Parmalat, gruppo Lactalis, sommandole alla partecipazione già detenuta dal Comune. L’amministrazione spiegò allora di voler garantire continuità industriale e stabilità economica, annunciando anche la ricerca di una futura partnership con un grande operatore del settore.
La Cassazione riapre la partita giudiziaria
Ora, però, sulla vicenda è tornata a pesare la giustizia. Con la sentenza pubblicata il 26 dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha accolto due motivi del ricorso principale di Parmalat, cassando parzialmente la precedente decisione e rinviando la causa alla Corte d’Appello di Roma in diversa composizione. Non è una restituzione automatica delle quote a Lactalis, ma è un passaggio che rimette in discussione elementi centrali del contenzioso.
Investimenti e fondi PNRR nel mirino politico
Il secondo nodo riguarda i soldi messi sul tavolo per rafforzare la Centrale. Il piano industriale ha previsto nuovi prodotti e una linea per il latte UHT, con investimenti indicati in quasi 7 milioni di euro e parzialmente sostenuti dal PNRR. Nel tracciamento pubblico OpenPNRR compare inoltre un progetto complessivo da 11,19 milioni di euro, di cui 4,06 milioni di finanziamento PNRR e 7,13 milioni di risorse private.
Santori: «No a operazioni decise lontano dall’Aula»
È qui che la Lega affonda il colpo. «Non si possono utilizzare risorse pubbliche per aumentare il valore dell’azienda e poi tenere l’Assemblea Capitolina fuori dalle decisioni», è il senso dell’attacco di Santori. Il capogruppo evoca possibili interlocuzioni industriali con Parmalat/Lactalis e teme che il rilancio possa diventare il preludio a una dismissione. Ipotesi politicamente pesanti, che nel comunicato non sono accompagnate da documenti su trattative già concluse.
La sfida al Campidoglio: chiarezza prima di ogni scelta
La richiesta della Lega è dunque semplice: portare subito il caso in Aula, chiarire il destino della partecipazione comunale, degli investimenti e dei lavoratori, prima che ogni scelta diventi irreversibile. Per il Campidoglio la Centrale del Latte era il simbolo di un patrimonio recuperato e da rilanciare. Per l’opposizione, senza trasparenza, rischia invece di trasformarsi nel caso politico di un’azienda rafforzata con fondi pubblici e poi rimessa sul mercato.
