Air Italy, il disastro è compiuto: partite le lettere di licenziamento per 1322 lavoratori

Air Italy

Inizia nel peggiore dei modi il 2022 per oltre mille e trecento lavoratori di Air Italy. La compagnia ha infatti inviato oggi 1.322 lettere di licenziamento riconducibili “alla procedura sindacale di licenziamento collettivo per cessazione di attività” che Air Italy ha avviato il 23 settembre scorso. Un atto atteso ma incomprensibile e inaccettabile, denuncia Mario Clemente, segretario del Trasporto Aereo di Confael. “Nonostante l’Italia abbia ricevuto miliardi di euro dall’Unione Europea per la ripresa del nostro Paese – sottolinea Clemente -, 1322 lavoratori iniziano il nuovo anno con una lettera di licenziamento. Si tratta dei lavoratori Air Italy per i quali Confael Trasporto Aereo chiede che vengano applicate le stesse misure previste per i lavoratori di altre compagnie che sono, di fatto, già chiuse, come purtroppo Alitalia e Norwegian”.

Confael, esprimendo la piena solidarietà a tutti i lavori interessati, conferma la propria volontà ad un confronto immediato sulla situazione occupazionale della compagnia.

Doria (Lega): “In Sardegna molti dei lavoratori licenziati”

E’ la cronaca di un disastro annunciato. Alla vigilia di San Silvestro, Lega e FdI avevano già chiesto l’avvio di nuove misure. È necessario “dare certezze e non abbandonare i 1400 dipendenti di Air Italy: deve essere un obiettivo della maggioranza che sostiene il governo”. Così in una nota il senatore della Lega eletto Carlo Doria, nel collegio Nord Sardegna.

“Dal 31 dicembre questi lavoratori non avranno nemmeno la copertura della cigs ed un governo di unità nazionale non può permetterlo. Auspico una soluzione che porti ad un accordo con aziende interessate a rilanciare il trasporto aereo. Soprattutto per quanto riguarda la continuità territoriale da e per la Sardegna. Gli odg del centro destra approvati al dl Fiscale impegnano moralmente tutto il governo”, conclude.

Air Italy: siamo al punto di non ritorno

Dal 1 gennaio 1322 lavoratori della compagnia aerea posta in liquidazione a febbraio 2020 si troveranno senza alcun ammortizzatore sociale e con la prospettiva di un licenziamento immediato. In questa situazione drammatica il governo non ha finora ritenuto opportuno stanziare in legge di bilancio i fondi per la CIG 2022. Ha addotto, infatti, come motivazione la mancata richiesta di attivazione da parte dell’azienda, lasciando quindi i lavoratori anche nell’impossibilità di agire legalmente contro l’azienda”. Così in una nota congiunta il responsabile nazionale del dipartimento Trasporti di FdI senatore Massimo Ruspandini, il capo gruppo alla Camera dei Deputati in Commissione Trasporti Marco Silvestroni e l’Onorevole Mauro Rotelli insieme ai deputati Salvatore Deidda (Sardegna) e Paola Frassinetti (Lombardia).

“Siamo ormai oltre il punto di non ritorno, il governo deve chiarire le proprie intenzioni e rispondere a queste domande: ha intenzione di intervenire presso l’azienda chiedendo di fermare le lettere di licenziamento? Quali ammortizzatori sociali intende mettere in campo, quando e con quali provvedimenti? Come intende agire per una ricollocazione lavorativa di questo personale stante le condizioni disastrose in cui versa il comparto aereo nazionale?”, si chiedono i parlamentari Fdi.