A Roma 74 ettari di suolo ‘cementificato’, record negativo italiano 2025: a “La Voce degli Alberi” cresce l’allarme


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Roma ha consumato altri 74 ettari di suolo nel 2025 – record negativo in Italia – e ha perso 53 ettari di verde urbano: numeri ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, una costola del Ministero dell’Ambiente) sui quali Il Nuovo 7 Colli aveva acceso i riflettori già il 27 ottobre, nel giorno stesso della presentazione del rapporto, e che ora arriva al centro del dibattito con Jacopa Stinchelli e Anna Spada nella puntata de “La Voce degli Alberi” (per vedere la puntata, clicca qui). Un caso ambientale che inevitabilmente apre anche una questione politica per l’amministrazione Gualtieri.

Il Nuovo 7 Colli aveva acceso subito i riflettori

Il dato era stato messo nero su bianco dal Nuovo 7 Colli mentre il rapporto ISPRA era appena stato presentato: Roma è il Comune italiano con il maggiore nuovo consumo di suolo nel 2025, con 74 ettari, davanti a Foggia, Cerignola e Campagna.

Sono 740mila metri quadrati diventati superfici artificiali.

Poi arriva “La Voce degli Alberi”

Ora l’allarme rimbalza nella puntata de “La Voce degli Alberi” con Jacopa Stinchelli e Anna Spada. Stinchelli, presidente dell’associazione CURAA, parte proprio dai 74 ettari registrati dall’ISPRA e allarga il ragionamento alle conseguenze della progressiva artificializzazione del territorio.
Meno capacità del terreno di assorbire acqua, temperature urbane più elevate e perdita delle funzioni ambientali garantite dal suolo e dagli alberi. ISPRA conferma, sul piano generale, che nelle zone più impermeabilizzate le temperature del suolo possono superare di oltre 10 gradi quelle delle aree rurali circostanti.

Quei 53 ettari di verde persi

Ed è qui che il quadro diventa ancora più pesante. Accanto ai 74 ettari di nuovo consumo di suolo, il monitoraggio registra per Roma anche 53 ettari di verde urbano perduti nel 2025. I due numeri non possono essere semplicemente sommati, perché misurano fenomeni diversi e possono sovrapporsi.

Ma raccontano una direzione che merita attenzione: mentre il Campidoglio presenta nuovi programmi ambientali e di forestazione, i dati dell’ultimo anno disponibile mostrano ancora una Capitale nella quale superfici naturali e verde arretrano.

Stinchelli punta anche sugli alberi

Nella puntata Stinchelli va oltre il dato numerico e contesta l’idea che nuove piantumazioni possano automaticamente compensare la perdita di alberi maturi e di ecosistemi già sviluppati. Torna inoltre sul tema delle riforestazioni e della manutenzione dei nuovi impianti. Sono valutazioni e denunce dell’associazione CURAA, che devono essere distinte dai dati certificati ISPRA: il rapporto sul consumo di suolo, da solo, non dimostra infatti quale percentuale delle nuove piantumazioni romane sia sopravvissuta o meno.

Gualtieri, adesso parlano i numeri

La questione arriva inevitabilmente al Campidoglio. Gualtieri ha annunciato nel 2026 nuove regole urbanistiche finalizzate anche a frenare il consumo di suolo. Ma i 74 ettari fotografati da ISPRA riguardano il 2025 e quindi precedono quelle nuove misure: sarebbe scorretto usarli per decretarne oggi il successo o il fallimento. Resta però un dato politico difficilmente eludibile: la trasformazione è avvenuta durante il mandato dell’attuale amministrazione e Roma, al netto del fotovoltaico a terra, occupa il primo posto nazionale nell’incremento registrato.

Un dato ora è innegabile. Prima i numeri ISPRA messi sotto i riflettori dalla nostra testata, poi l’intervento di Stinchelli a “La Voce degli Alberi”. Ora la domanda è tutta politica: quando le promesse di una Roma più verde cominceranno a tradursi anche in numeri capaci di invertire questa tendenza?