Roma, record nazionale di consumo di suolo sotto Gualtieri: 74 ettari ‘cementificati’ e 53 di verde persi, l’allarme ISPRA
Roma è prima in Italia per nuovo consumo di suolo, con 74 ettari ‘trasformati’ e altri 53 ettari di verde urbano perduti nel 2025: sono i numeri che il nuovo rapporto ISPRA presenta oggi, 27 ottobre, e che mettono sotto pressione la Giunta Gualtieri. La Capitale conquista un primato tutt’altro che invidiabile: 740mila metri quadrati di territorio diventati superfici artificiali in appena dodici mesi, escludendo gli impianti fotovoltaici a terra. Un dato che comprende anche cantieri e infrastrutture, non soltanto cemento permanente in senso stretto. Inseriamo l’intero rapporto Ispra 2026 in formato scaricabile alla fine di questo articolo.

Roma supera Foggia e Cerignola: il primato nazionale
Il confronto con il resto d’Italia rende il quadro ancora più evidente. Escludendo il fotovoltaico a terra, Roma guida la graduatoria ISPRA con 74 ettari di nuovo suolo consumato, davanti a Foggia con 72, Cerignola con 53 e Campagna, in provincia di Salerno, con 51. Considerando invece anche gli impianti fotovoltaici, il primato generale spetta ad altri Comuni. Resta il fatto che la Capitale continua a espandere le proprie superfici artificiali mentre il Campidoglio promette una città sempre più sostenibile.
Verde urbano, Roma perde quasi il doppio di Bari
Ancora più significativo il confronto sul verde urbano. Roma ha perso 53 ettari di spazi verdi in un solo anno, contro i 28 di Bari, i 27 di Venezia, i 26 di Milano e i 25 di Cagliari. Sono 530mila metri quadrati di verde perduto, quasi il doppio rispetto a Bari e più del doppio rispetto a Milano. I 53 ettari non vanno sommati ai 74, perché le due misurazioni possono sovrapporsi. Ma fotografano entrambe un problema ambientale concreto.

Gualtieri promette lo stop al consumo di suolo
Il dato ISPRA apre inevitabilmente una questione politica. Nel luglio 2026 Gualtieri aveva annunciato nuove regole urbanistiche per frenare il consumo di suolo e tutelare l’Agro romano. Le trasformazioni fotografate dall’ISPRA riguardano però il 2025, prima dell’approvazione di quelle norme, e non ne misurano gli effetti. Resta una domanda per il sindaco e per l’assessore Maurizio Veloccia: dopo quasi quattro anni di governo, quando cominceranno a diminuire concretamente le superfici naturali sacrificate allo sviluppo urbano?
Raggi contro Gualtieri: lo scontro sugli speculatori
Sul fronte politico la tensione è altissima, soprattutto con Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle. Nell’aprile scorso l’ex sindaca ha accusato la Giunta di aver stretto un «patto scellerato con gli speculatori». Già nel 2025 aveva contestato le compensazioni urbanistiche, sostenendo che favorissero gli interessi dei costruttori. Ad agosto è tornata all’attacco sul prezzo dei terreni acquistati per l’inceneritore di Santa Palomba, denunciando presunte anomalie e richiamando gli esposti alla Corte dei conti. Accuse politiche che non costituiscono, da sole, prova di illeciti.
Roma arretra anche su rifiuti e sostenibilità
I numeri ISPRA arrivano appena ventiquattr’ore dopo un’altra notizia negativa per il Campidoglio. Il rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente ha collocato Roma al 67° posto su 106 capoluoghi, una posizione in meno rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei rifiuti, inoltre, il consuntivo AMA 2025 indica che quasi il 70% dei residenti è ancora servito dai cassonetti stradali, mentre la differenziata si è fermata al 49,12%.
Due rapporti distinti, pubblicati in due giorni consecutivi, mettono così sul tavolo problemi che la Giunta Gualtieri non può ignorare: territorio trasformato, verde perduto, raccolta differenziata ancora sotto la metà dei rifiuti e una Capitale che arretra nella graduatoria ambientale. La sfida non è più soltanto annunciare una Roma più verde, ma dimostrare, con risultati misurabili, che il cambiamento stia realmente avvenendo.