“A Roma arrivano le auto senza conducente”: ma senza l’ok del Governo Meloni il progetto della Giunta Gualtieri non potrà partire
Roma vuole sulle sue strade il primo veicolo di livello 4 omologato in Italia al servizio degli utenti, ma il progetto della Giunta Gualtieri parte senza un operatore individuato, senza percorsi, finanziamenti e soprattutto senza le norme nazionali necessarie per far viaggiare mezzi privi di conducente. Si tratterebbe del primo veicolo autorizzato ufficialmente a circolare in Italia guidando da solo, senza che una persona debba controllarlo continuamente, ma esclusivamente entro condizioni prestabilite: per esempio determinate strade, velocità, orari e condizioni meteorologiche. Non in modo totalmente libero, quello è il livello 5.
Il progetto guarda al 2028
Il percorso è partito con un avviso pubblico: direttiva dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè del 25 agosto, determina e pubblicazione dell’avviso il 26 agosto, comunicato politico del Campidoglio di oggi 28 agosto. Gli operatori potranno presentarsi fino al 31 dicembre.
Patanè ammette che serviranno “almeno due anni di lavoro”. L’orizzonte minimo si sposta quindi verso il 2028, ma non esiste ancora una data vincolante per l’avvio del servizio.
Non è una gara e non sceglie il partner
La procedura è esplorativa: non è una gara, non forma una graduatoria e non assegna esclusive. Tutti gli operatori ritenuti idonei possono collaborare con Roma Capitale. Gli impegni economici e giuridici saranno regolati successivamente.
Qui emerge una prima crepa: il comunicato parla dell’“individuazione di un partner tecnologico” con cui concorrere ai finanziamenti europei, mentre l’avviso non confronta le proposte e non seleziona un vincitore. Come verrà scelto quel partner dovrà essere chiarito con altri atti.
Una rivoluzione senza prezzo né indirizzo
La Giunta indica come utenti prioritari anziani e persone con disabilità, ma non specifica quanti saranno coinvolti, quali servizi riceveranno e in quali quartieri. Mancano anche numero dei mezzi, percorsi, orari, coperture assicurative e costo complessivo.
L’avviso non comporta oggi una spesa comunale. Non significa, però, che il progetto sarà gratuito: il Campidoglio conta su bandi europei e contempla finanziamenti pubblici o partenariati con i privati.
Il comunicato conferma i vuoti
Il comunicato del 28 agosto converge con quanto emerge dagli atti. Roma riconosce che mancano tre condizioni decisive: l’aggiornamento della normativa nazionale, un ecosistema tecnologico adeguato e un partner con cui cercare risorse europee.
Il Campidoglio ha dunque chiamato il mercato prima di completare il quadro necessario al servizio. È una scelta legittima in una consultazione preliminare, ma politicamente resta un annuncio costruito quasi interamente al futuro.
Senza il Governo le auto non partono
Per sperimentare sulle strade pubbliche occorrono l’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il nulla osta del proprietario della strada, secondo il DM 70/2018.
Gualtieri può mettere a disposizione strade e living lab, organizzare il progetto e accompagnare le richieste. Non può sostituirsi al Governo. E, al momento, non risultano pubblicati un accordo operativo con il MIT o un calendario condiviso per modificare le regole.
Musk non è necessario, ma Roma lo ha già incontrato
Dire che Roma voglia procedere “senza parlare con Musk” sarebbe inesatto. Il 3 dicembre 2025 Gualtieri e Patanè provarono pubblicamente una Tesla dotata di Full Self-Driving Supervised. Era guida assistita sotto supervisione, non il livello 4 senza conducente cercato dal nuovo avviso.
Musk, comunque, non è un interlocutore indispensabile. Roma potrebbe scegliere aziende europee, ma negli atti non compare una strategia per privilegiare tecnologie UE, proteggere i dati o evitare la dipendenza da piattaforme americane e cinesi. La Giunta non ha ancora scelto.
L’Europa è già più avanti
Ad Amburgo i passeggeri registrati possono già prenotare corse sperimentali su ID. Buzz autonomi: area definita, fino a dieci mezzi, viaggi gratuiti e operatore di sicurezza a bordo. Berlino ha indicato cinque veicoli, circa 80 fermate, un’area di 15 chilometri quadrati e un finanziamento federale da 9,5 milioni.
Roma, invece, espone l’ambizione senza rendere ancora misurabili gli elementi essenziali: mezzi, territorio, risorse e modello di servizio.
Il primato italiano va ridimensionato
Roma non sarebbe la prima città italiana a sperimentare un veicolo di livello 4. Torino ha già ospitato la navetta AuToMove: oltre 1.100 chilometri, più di 450 corse e circa mille utenti entro marzo 2026.
Il possibile primato romano è più ristretto: Patanè punta all’omologazione del primo veicolo di livello 4 in Italia destinato a un servizio per gli utenti. È un obiettivo dichiarato, non un risultato acquisito.
La guida autonoma potrebbe aiutare periferie, anziani e persone con disabilità. Proprio per questo servirebbe un progetto pubblico con costi, responsabilità, dati e sicurezza definiti. La Giunta Gualtieri ha invece acceso i fari sul traguardo mentre gran parte della strada resta al buio: deve ancora trovare il partner, ottenere il via libera nazionale, reperire i finanziamenti e decidere dove far correre il futuro.