Roma, dai “Taxi del Giubileo 2025” ai “Taxi 2030”: la rivoluzione promessa da Gualtieri e Patanè cambia scadenza?

Roma, sullo sfondo il Colosseo e un taxi, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore Patanè

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Roma, la rivoluzione dei taxi che Roberto Gualtieri ed Eugenio Patanè avevano legato saldamente al Giubileo 2025 ha decisamente mancato la prima e più importante scadenza annunciata: il sindaco promise mille nuove licenze prima dell’inizio dell’Anno Santo, ma il rilascio delle stesse licenze cominciò soltanto il 9 maggio 2025 ed a rilento; ancora nell’ottobre successivo il Comune è stato costretto a scorrere 176 posizioni e la soglia delle mille licenze assegnate sarebbe stata stata superata soltanto nell’agosto 2026. Ora il dibattito sul futuro del servizio porta un nome annunciato a mezzo stampa dalla Giunta Gualtieri, che guarda molto più lontano: “Roma Taxi 2030”. Un annuncio che sembra indirizzato a cittadini che hanno la memoria di un pesce rosso.

Taxi 2030, riecco la “rivoluzione”

L’ultima novità arriva a fine agosto 2026. L’assessore Eugenio Patanè rilancia il report “Roma Taxi 2030 – Un Action Plan per i taxi del futuro”. Non è una delibera della Giunta e non sarebbe corretto definirlo tale: gli stessi promotori lo chiamano un “punto di partenza”.

Ma i problemi messi sul tavolo da patanè sono pesanti e molto concreti: posteggi, corsie preferenziali, black point, innovazione digitale, intermodalità e velocità commerciale.

Prima del 2030 c’era il Giubileo: la promessa era chiarissima

Per capire perché il nuovo orizzonte suona come un gigantesco déjà-vu basta riavvolgere il nastro. Il 22 aprile 2024, davanti alla stampa nazionale e estera, Gualtieri non usò formule vaghe: “Prima dell’inizio del Giubileo avremo mille nuove licenze taxi permanenti”. Il “sistema taxi – così sostemnne – verrà rivoluzionato e miglioratao”.

Il 16 luglio Roma annunciò poi che l’obiettivo era arrivare “per il Giubileo” a oltre 9mila taxi operativi. Il 1° agosto Patanè parlò di quasi 9.200 vetture disponibili su più turni, grazie alle licenze e alle seconde guide. Non erano auspici senza data: il traguardo politico indicato era l’Anno Santo.

“Giornata storica”: l’annuncio corre sui giornali

Quando il bando andò online, nel settembre 2024, la comunicazione fu tutt’altro che prudente. Gualtieri parlò di “giornata storica” e indicò come obiettivo quello di cominciare a consegnare le licenze da dicembre, così da affrontare “finalmente” e “in modo strutturale” il problema taxi di Roma.

Quelle parole finirono nei titoli di RaiNews, ANSA, Repubblica e di numerose altre testate. Patanè aveva già annunciato che l’offerta messa in campo per il Giubileo sarebbe cresciuta almeno del 30% nel 2025, includendo nel quadro anche nuove autorizzazioni NCC e doppie guide. La promessa, insomma, ebbe una cassa di risonanza enorme.

Il Giubileo apre, i mille taxi non ci sono

Poi il calendario presenta il conto. Il Giubileo ordinario si apre il 24 dicembre 2024. Le mille nuove licenze promesse “prima dell’inizio del Giubileo” non sono operative: Roma Capitale certifica che il rilascio progressivo comincia soltanto il 9 maggio 2025, con la consegna delle prime dieci. Sono trascorsi oltre quattro mesi dall’apertura dell’Anno Santo. Quel giorno Gualtieri definisce il cammino “lunghissimo”, ma rilancia: con i nuovi tassisti Roma sarà “finalmente” nelle condizioni di riportare il servizio a un livello di efficienza adeguato. E la nuova scadenza comunicata alla stampa diventa l’estate: entro allora si punta ad arrivare a quota mille.

Anche l’estate passa: a ottobre si scorre ancora la graduatoria

Neppure quella fotografia coincide però con la chiusura della procedura. Il 14 settembre 2025, Repubblica riferisce che Patanè punta ad arrivare entro fine mese a 830 nuovi mezzi, mentre restano 170 licenze da completare. L’8 ottobre 2025 è poi lo stesso Comune a pubblicare uno scorrimento della graduatoria per 176 posizioni, legato ai candidati che non avevano provveduto al pagamento del contributo. Il dato è amministrativo, non polemico: mesi dopo la scadenza originaria del Giubileo e dopo quella estiva, l’iter delle mille licenze era ancora aperto.

Mille licenze: il traguardo viene superato nell’agosto 2026

Il numero simbolico viene superato il 3 agosto scorso. Roma comunica di avere assegnato 1.015 licenze sulle 1.041 complessivamente previste, dopo l’incremento di 41 unità disposto nel 2026 per le vetture dedicate al trasporto delle persone con disabilità, a seguito delle sentenze del Tar. È un risultato vero e va riconosciuto. Ma è altrettanto vero che arriva ben oltre il termine politico indicato nel 2024. Gualtieri aveva detto “prima dell’inizio del Giubileo”; la soglia delle mille assegnazioni viene certificata nell’agosto 2026, quando l’Anno Santo è ormai alle spalle.

Dai Taxi del Giubileo ai Taxi 2030: la memoria delle date

E così, appena raggiunta quota mille, Roma torna a discutere di come rendere davvero efficiente il servizio. “Taxi 2030” riparte da traffico, corsie, posteggi, tecnologia, prenotazioni, intermodalità e organizzazione quotidiana. Non è corretto dire che le mille licenze siano state rinviate al 2030: sono state assegnate. È però documentabile che la promessa di averle prima del Giubileo non sia stata rispettata e che la trasformazione qualitativa del sistema resti ancora un lavoro aperto.

È questo il punto politicamente più scomodo per Gualtieri e Patanè: nel 2024 la svolta doveva servire al Giubileo; nel 2025 il sindaco parlava di servizio finalmente destinato a diventare adeguato; nel 2026 il futuro del taxi romano viene nuovamente progettato, ma guardando al 2030.

Non serve accusare il Campidoglio di non aver fatto nulla. Basta ricordare le date. La rivoluzione è arrivata tardi rispetto alla scadenza annunciata e non ha esaurito i problemi che oggi vengono nuovamente messi al centro del tavolo, tra l’altro a mezzo stampa, senza alcuna delibera di Giunta. Ai romani, ai turisti e ai pellegrini non si può chiedere di dimenticare che, prima di “Taxi 2030”, c’erano già stati i taxi promessi per il Giubileo 2025.