“A Roma continua il business delle motoseghe, tra alberi abbattuti, cemento e piantine morenti”: cittadini in TV contro Gualtieri


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A Coffee Break, trasmissione tv di La7, è esplosa la protesta dei cittadini contro la gestione del verde della Giunta Gualtieri: le associazioni CURAA e SOS Roma hanno denunciato in diretta tv il «business delle motoseghe», fatto di grandi alberi abbattuti, nuove superfici impermeabili e giovani piantine che rischierebbero in larga parte di non sopravvivere.

Un attacco durissimo, lanciato da piazza del Risorgimento, diventata per le associazioni il simbolo delle riqualificazioni romane contestate per la riduzione dell’ombra e del verde adulto. Per rivedere l’intero servizio, clicca qui.

Il confronto in diretta su La7

Il caso è stato affrontato oggi 4 settembre durante la trasmissione condotta da Marco Piccaluga. In studio erano presenti Mauro Uniformi, nuovo direttore apicale del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, e l’agronomo Daniele Zanzi.

In collegamento dalla piazza, invece, sono intervenuti Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA, e Daniele Giannini di SOS Roma. Il confronto ha portato davanti al pubblico nazionale le polemiche sulla trasformazione degli spazi urbani della Capitale.

Le accuse sulla gestione del verde

L‘associazione CURAA sostiene che a Roma continuino a scomparire filari e alberi di grandi dimensioni, mentre in alcuni casi resterebbero in strada esemplari deteriorati o potenzialmente pericolosi. Da qui la denuncia del cosiddetto «business delle motoseghe e delle biomasse», formulata dall’associazione come richiesta di trasparenza sulle ragioni e sulla destinazione degli abbattimenti. Non si tratta di un fatto accertato dalla magistratura, ma di un’accusa pubblica alla quale il Campidoglio viene chiamato a rispondere con documenti e numeri verificabili.

Il nodo delle piantine che non attecchiscono

Nel corso della trasmissione è stato citato un dato particolarmente pesante: il 60% delle nuove piantine morirebbe a causa del mancato attecchimento. In assenza di un rapporto pubblico riferito all’intero territorio capitolino, la percentuale deve essere riportata come dato emerso nel dibattito televisivo e non come statistica ufficiale definitiva. Resta però il problema sostanziale: un alberello appena piantato non può sostituire rapidamente l’ombra e i benefici ambientali garantiti da un grande albero adulto.

Gualtieri davanti alla prova dei numeri

Il bersaglio politico della protesta è l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, responsabile delle strategie capitoline sul verde. CURAA chiede che ogni abbattimento sia realmente necessario, accompagnato da una perizia e documentato in modo accessibile ai cittadini. L’associazione domanda inoltre di conoscere quanti nuovi alberi vengano piantati, dove siano collocati, quali cure ricevano e soprattutto quanti risultino ancora vivi dopo uno, due o tre anni.

La sfida delle piazze senza ombra

La protesta investe anche l’impermeabilizzazione del suolo e le riqualificazioni accusate di lasciare troppo spazio a cemento, pietra e piccole fioriere. La normativa europea sul ripristino della natura indica, entro il 2030, l’obiettivo di evitare perdite nette complessive di verde urbano e copertura arborea. Per CURAA, dunque, la vera riqualificazione non consiste nel sostituire gli alberi maturi con piccoli «fuscelli», ma nel conservare le grandi alberature e aumentarne la presenza.

Ora la Giunta Gualtieri è chiamata a dimostrare che Roma non stia perdendo il proprio patrimonio arboreo dietro annunci e nuove piantumazioni. La risposta più efficace non potrà arrivare attraverso gli slogan, ma da un bilancio pubblico: alberi abbattuti, motivazioni, sostituzioni effettuate e percentuali reali di sopravvivenza. Solo allora si potrà capire se la Capitale sta diventando più verde oppure semplicemente più grigia.