Roma, il nuovo “controllore” di AMA, ATAC e ACEA è operativo da due mesi: ma nuovi vertici e conti ancora non si vedono
ACoS (Agenzia per il Controllo e la qualità dei Servizi pubblici) dovrebbe controllare e “dare i voti” ai servizi pubblici di Roma proprio mentre Roberto Gualtieri corre verso il secondo mandato, eppure a oltre due mesi dall’avvio operativo della nuova Azienda Speciale capitolina del 1° luglio scorso il suo portale della trasparenza non mostra ancora i nuovi vertici, il direttore generale e il bilancio.

Il controllore di AMA, ATAC e dei servizi legati ad ACEA (acqua e luce)
Il ruolo non è marginale. ACoS nasce per verificare qualità e funzionamento di alcuni dei servizi che incidono ogni giorno sulla vita dei romani: trasporto pubblico, rifiuti, illuminazione, verde, servizi sociali, cultura e, sotto diversi profili, anche il servizio idrico e luce.
Significa tenere sotto osservazione prestazioni riconducibili ad Atac, AMA e anche al gruppo Acea, compresi i dossier sull’acqua che interessano direttamente cittadini e amministrazione.
Dal 1° luglio la vecchia Agenzia è stata sostituita dalla nuova Azienda Speciale pubblica, che ne ha ereditato competenze, rapporti e responsabilità.
La promessa: più autonomia, trasparenza e meno costi
Quando l’Assemblea Capitolina ha approvato la trasformazione il 20 gennaio scorso, la riforma è stata presentata come uno strumento per rendere ACoS più autonoma, più efficiente e soprattutto più trasparente, mantenendone l’indipendenza rispetto all’amministrazione che è chiamata, indirettamente, anche a giudicare.
Un impegno tutt’altro che secondario.
Perché quando un autobus o una metro non passano o passano troppo di rado specie nelle ore di punta, i rifiuti restano in strada, un lampione non funziona o emergono criticità nei servizi legati all’acqua, ACoS dovrebbe fornire ai romani una fotografia indipendente e imparziale della qualità del servizio, al di là della comunicazione politica del Campidoglio o delle aziende interessate o delle elezioni che si avvicinano.
Ma il nuovo portale presenta ancora troppe caselle vuote
Ed è qui che le promesse incontrano la fotografia di oggi. Nel nuovo portale ufficiale di Amministrazione Trasparente, consultato oggi 4 settembre settembre, la sezione dedicata ai titolari degli incarichi di amministrazione non espone i nuovi nominativi; quella riservata al Direttore generale non mostra un incarico chiaramente consultabile; nella pagina del bilancio di previsione e rendiconto non emergono documenti immediatamente visibili.
Lo stesso vale, nelle sezioni consultabili, per gli organi di revisione. Questo non significa che gli atti non esistano.
Significa però che il cittadino che oggi voglia conoscere con pochi clic chi guida definitivamente la nuova ACoS, quali siano i suoi conti e quanto costi la sua nuova struttura incontra ancora diversi vuoti informativi.

Intanto sopravvive la vecchia governance
Sul sito istituzionale continua intanto a comparire il precedente Consiglio di Direzione, con Santo Emanuele Mungari presidente e gli altri componenti nominati nel 2023. Una situazione che ha una spiegazione prevista dagli stessi atti: durante il passaggio alla nuova Azienda, la precedente governance può proseguire le attività strettamente necessarie alla transizione e, comunque, fino alla stipula del nuovo Contratto di Servizio.
Ed è proprio questo contratto a diventare una delle carte decisive. Per capire quando finirà davvero la fase transitoria bisogna conoscere tempi, contenuti, risorse e modalità del nuovo rapporto tra Roma Capitale e ACoS.

Il 10 settembre il dossier torna in Campidoglio
Ora il calendario stringe. Giovedì 10 settembre, alla ripresa dei lavori dell’Assemblea Capitolina, ACoS tornerà tra i dossier all’attenzione dell’Aula. Ed è difficile immaginare un momento migliore per mettere ordine nella transizione. La maggioranza chiede un altro voto su un punto specifico all’ordine del giorno: “Approvazione del Piano Programma 2026 – 2028 dell’Azienda Speciale A.Co.S – Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali e strumentali di Roma Capitale – e dello Schema del Contratto di Servizio tra Roma Capitale e l’Azienda medesima con decorrenza dal 01 agosto 2026, o comunque dalla data di sottoscrizione, al 31 dicembre 2028”.
Dopo oltre due mesi di operatività della nuova Azienda Speciale, restano domande elementari: chi comporrà definitivamente il vertice? Chi sarà il direttore generale? Quanto costerà la nuova governance? Qual è il bilancio? A che punto è il Contratto di Servizio?
Prima di dare i voti a Roma, ACoS mostri tutte le carte
Non emerge, allo stato, una prova di irregolarità. Ma emerge un vuoto informativo verificabile proprio nell’organismo che dovrebbe incarnare trasparenza, autonomia e capacità di giudizio sui servizi pubblici della Capitale.
E il paradosso è difficile da ignorare: ACoS dovrà dire ai romani quanto funzionano AMA, Atac e i servizi collegati ad Acea, mentre ancora non è possibile leggere con la stessa immediatezza tutti i dati fondamentali sulla sua nuova struttura. Prima di distribuire pagelle alla città, quindi, il “controllore” di Roma è chiamato a mostrare fino in fondo nomi, costi, bilanci e regole della propria casa.