Roma 2027, Gualtieri da una parte, Conte (e Bettini) dall’altra: al Festival politico il ‘Campo largo’ c’è, ma non si vede…


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Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte dovrebbero costruire insieme il Campo largo che sosterrà la corsa del sindaco alle Comunali di Roma del 2027, ma persino nel festival chiamato a mettere in scena il dialogo progressista i due non sono previsti insieme: Gualtieri salirà sul palco lunedì 7 settembre, Conte soltanto mercoledì 9, accanto a Goffredo Bettini, storico notabile e ‘guru’ progressista. Non è la prova di una rottura. Ma, politicamente, è una fotografia difficile da ignorare.

Stesso festival, due giorni diversi

Visionaria Urban Fest si terrà alla Garbatella in via degli Armatori n. 3 dal 7 al 13 settembre. Il programma ufficiale mette Gualtieri alle 21 del 7 settembre, intervistato da Andrea Fabozzi.

Due giorni dopo, il 9 settembre alle 19.30, arriveranno invece Giuseppe Conte e Goffredo Bettini per discutere di “Rinascita. Leggere il presente, immaginare il futuro”.

Stesso luogo, stesso contenitore politico-culturale, ma nessun faccia a faccia previsto tra il sindaco e il leader del M5S.

Il Campo largo romano deve ancora diventare largo davvero

La questione pesa perché Gualtieri è già proiettato verso il secondo mandato nel 2027, mentre l’alleanza che dovrebbe sostenerlo è ancora tutta da consolidare.

Il Movimento 5 Stelle romano negli ultimi mesi si è messa di traverso e bloccato, tanto per cominciare, le Olimpiadi del 2040, a dimostrazione del fatto che tra Pd e pentastellati restano differenze politiche profonde che non possono essere cancellate semplicemente mettendo tutti sotto l’etichetta del Campo largo.

Per non parlare, poi, del mega Inceneritore Acea di Roma-Santa Palomba, che rappresenta una crepa irrinunciabile tra i due partiti progressisti, vero fumo negli occhi dei grilllini contiani e storici.

Sui poteri di Roma Pd e M5S hanno già votato diversamente

Un altro caso emblematico è la riforma costituzionale sui nuovi poteri di Roma Capitale. Alla Camera, il 29 aprile, il testo è passato con 159 sì, 33 no e 55 astensioni: il Movimento 5 Stelle ha votato contro, mentre il Partito democratico si è astenuto.

Gualtieri, invece, ha definito positiva l’approvazione e ha chiesto di completare la riforma con poteri e risorse adeguati. Una stessa area politica, dunque, ma tre sfumature tutt’altro che identiche su un dossier decisivo proprio per chi vuole governare Roma.

Urbanistica e riarmo, le altre crepe

Poi c’è l’urbanistica. La Giunta Gualtieri rivendica la grande stagione della rigenerazione e le nuove norme del Piano regolatore; il M5S guarda invece con maggiore diffidenza ai grandi interventi privati e alle trasformazioni che stanno dividendo associazioni e comitati, dagli ex Mercati Generali agli studentati.

Lo stesso Gualtieri ha ammesso che dentro il Campo largo esistono “visioni diverse”.

E sul piano nazionale il fossato si allarga ancora quando si parla di Ucraina e riarmo, dossier sul quale le posizioni di Conte hanno provocato ripetute tensioni dentro il centrosinistra.

E sopra tutto resta il rebus: chi comanda?

È forse questo il problema destinato prima o poi ad arrivare anche dentro la partita romana. Il Campo largo non ha ancora stabilito nemmeno chi guiderà la coalizione nazionale alle Politiche del 2027. Conte spinge per le primarie; Bettini considera una consultazione popolare una soluzione sostanzialmente inevitabile, mentre regole e tempi restano ancora da definire. Il confronto riguarda formalmente Palazzo Chigi, non il Campidoglio, ma racconta bene il nodo politico: Pd e M5S vogliono allearsi senza consegnarsi l’uno all’altro.

Gualtieri corre, Conte deve ancora salire sul treno

E così, mentre Gualtieri prepara il bis in Campidoglio, il Campo largo romano resta per ora più un obiettivo che un matrimonio consumato. Il sindaco ha bisogno dei voti pentastellati; Conte ha bisogno di dimostrare che l’alleanza non significa diventare una semplice appendice del Pd. Bettini continua a lavorare da anni perché quel fossato venga colmato.

Ma il calendario di Visionaria regala una piccola metafora politica: Gualtieri passa lunedì, Conte arriva mercoledì. Per vincere Roma nel 2027, prima o poi dovranno riuscire a trovarsi nello stesso giorno.