Acilia, ingerisce un cocktail di psicofarmaci e smette di respirare: salvata in extremis da due poliziotti
Una manciata di minuti. Tanto è bastato per fare la differenza tra la vita e la morte. Quando i poliziotti hanno aperto la porta dell’appartamento, Francesca (nome di fantasia, ndr), 27 anni, era già a terra. Non respirava, non rispondeva agli stimoli ed era priva di sensi. Ogni secondo poteva fare la differenza tra la vita e la morte. Gli agenti non hanno aspettato l’arrivo dell’ambulanza: hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, riuscendo a strapparla alla morte dopo interminabili minuti.
È successo nella sera di ieri, venerdì26 giugno, ad Acilia, in via Formignana. A chiamare il NUE 112, disperato, il marito della ragazza. “Correte, mia moglie è svenuta e non respira”. La giovane è stata poi trasportata d’urgenza all’ospedale Grassi di Ostia in codice rosso. E, proprio grazie a quanto fatto tempestivamente dai poliziotti e in seguito dai medici, non è più in pericolo di vita.
La chiamata al 112 e la corsa contro il tempo
L’allarme è scattato intorno alle 21:10, quando la sala operativa della Polizia di Stato ha inviato una volante in un appartamento di via Formignana per la segnalazione di una donna colta da un grave malore. All’arrivo, gli agenti hanno trovato la 27enne distesa sul pavimento del bagno in posizione supina, completamente incosciente. Non rispondeva agli stimoli verbali né a quelli tattili e aveva perso conoscenza dopo aver ingerito un’ingente quantità di farmaci antidepressivi. Inoltre risultava priva di respirazione spontanea.
I poliziotti hanno immediatamente richiesto l’intervento del 118, iniziando però senza perdere neppure un secondo le manovre salvavita.
Il massaggio cardiaco della Polizia le ha salvato la vita
Per diversi minuti gli agenti hanno eseguito compressioni toraciche in modo continuativo. Durante il soccorso la giovane ha ripreso conoscenza solo per pochi istanti, per poi perdere nuovamente i sensi. I poliziotti, però, non hanno interrotto le manovre, proseguendo fino a quando Francesca ha ricominciato a respirare in maniera più regolare e ha recuperato parzialmente conoscenza.
Pochi minuti dopo sono arrivati l’ambulanza del 118 e l’automedica, che hanno preso in carico la paziente, completando le cure d’emergenza prima del trasporto all’ospedale Grassi di Ostia in codice rosso. Agli agenti, il marito della giovane, Marco (nome di fantasia, ndr), 23 anni, ha raccontato che la moglie aveva ingerito un’ingente quantità di farmaci antidepressivi e ansiolitici. Secondo quanto riferito dall’uomo, la donna seguiva già una terapia farmacologica, ma non aveva mai assunto contemporaneamente tutti quei medicinali.
Dopo il ricovero, gli agenti hanno mantenuto i contatti con il posto fisso di Polizia dell’ospedale G.B. Grassi, dal quale è arrivata una notizia incoraggiante: la 27enne si è salvata. Grazie al sangue freddo dei due poliziotti e a quel massaggio fatto in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, che l’ha fatta riprendere a respirare e le ha dato una nuova opportunità.