Aeroporto di Fiumicino, quarta pista, la Lega: «Basta ritardi, è strategica per la crescita di Roma e dell’Italia»


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La quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino torna al centro dello scontro politico, con la Lega che chiede di accelerare l’approvazione del piano di sviluppo da nove miliardi di euro, temendo che ulteriori ritardi possano compromettere investimenti e opportunità economiche. A intervenire, lunedì 19 ottobre, sono Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, e Simonetta Matone, deputata del Carroccio. I due esponenti chiedono alle istituzioni di superare gli ostacoli che ancora separano il progetto dalla sua realizzazione.

Nove miliardi per il futuro dello scalo romano

Al centro della partita c’è il Piano di sviluppo dell’aeroporto Leonardo da Vinci, elaborato da Aeroporti di Roma con ENAC, che prevede investimenti complessivi per nove miliardi di euro, senza finanziamenti pubblici. Il programma comprende cinque miliardi destinati a nuove infrastrutture, tra cui la quarta pista e un nuovo terminal, e quattro miliardi per il mantenimento e il miglioramento delle strutture esistenti. L’obiettivo è accompagnare la crescita dello scalo fino al 2046, arrivando a una capacità prevista di 100 milioni di passeggeri annui.

Il pressing della Lega e il ruolo di Salvini

Santori e Matone accolgono favorevolmente quella che definiscono una convergenza tra gli enti coinvolti nell’iter, attribuendo un ruolo importante all’attenzione del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Secondo i due esponenti leghisti, continuare a rinviare significherebbe esporre Roma al rischio di perdere investimenti, favorendo gli altri grandi aeroporti internazionali. Da qui la richiesta di procedere rapidamente, evitando che vincoli e lungaggini burocratiche rallentino ulteriormente un’infrastruttura considerata strategica per turismo, occupazione e collegamenti internazionali.

Il progetto e le questioni ancora aperte

Intanto, il piano è entrato nella fase del confronto pubblico. Il 14 ottobre, a Fiumicino, si è svolto il primo incontro con cittadini, istituzioni e associazioni. Sono emerse posizioni favorevoli al potenziamento dell’aeroporto, ma anche contestazioni e richieste di approfondimento sugli effetti ambientali e sanitari della nuova pista. Il percorso di valutazione e confronto, dunque, non è ancora concluso. La convergenza politica richiamata dalla Lega non equivale all’approvazione definitiva del progetto.

L’avvertimento: Roma rischia di restare indietro

È proprio sui tempi che Santori e Matone concentrano l’ultima parte del loro intervento. I nove miliardi rappresentano, nella loro valutazione, un’occasione che Roma e l’Italia non possono permettersi di sprecare. I due esponenti sostengono che ulteriori rinvii potrebbero mettere a rischio risorse e futuri posti di lavoro. Il messaggio politico è netto: trasformare il progetto in opere concrete prima che altri aeroporti internazionali conquistino nuove quote di traffico. Una richiesta che ora deve confrontarsi con le procedure ancora necessarie e con le osservazioni del territorio.