Agguato a Velletri, gambizzato il cugino del boss albanese Elvis Demce

Carabinieri scientifica

Sarebbe il cugino di Elvis Demce l’uomo di 40 anni rimasto ferito nella serata di martedì 21 aprile a Velletri, in via Padre Mariano Colagrossi. L’uomo è stato colpito da tre colpi di arma da fuoco sparati alle spalle, sotto casa, mentre stava rientrando a piedi. Non sarebbe quindi un tentativo di rapina, ma un agguato mirato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Velletri.

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L’agguato sotto casa e i colpi sparati alle spalle

L’uomo sarebbe stato aspettato da chi conosceva bene le sue abitudini. Intorno alle 21, mentre stava tornando verso la sua abitazione, uno o più soggetti lo avrebbero sorpreso in strada, aprendo il fuoco alle sue spalle. Secondo i primi rilievi, sarebbero stati esplosi almeno tre colpi con una pistola, probabilmente un revolver, ipotesi rafforzata dal ritrovamento di due ogive sull’asfalto e dall’assenza di bossoli. Uno dei proiettili lo ha centrato alla gamba, facendolo crollare a terra.

Le urla e gli spari hanno richiamato l’attenzione dei residenti, che hanno subito chiamato il 118. I sanitari lo hanno soccorso e trasferito in codice rosso al Policlinico Tor Vergata, dove è stato ricoverato. Le sue condizioni non sarebbero gravi e non risulterebbe in pericolo di vita.

Esclusa la rapina: si indaga sull’intimidazione

I militari hanno escluso quasi subito la pista della rapina. Il 40enne aveva ancora con sé telefono, portafoglio ed effetti personali. Nessun segno di colluttazione, nessun tentativo di furto. Per questo motivo prende forza l’ipotesi di una spedizione punitiva o di un’intimidazione legata a dinamiche personali o criminali. Il fatto che il ferimento sia avvenuto con modalità così precise lascia pensare a un messaggio lanciato in modo chiaro. Il nome della vittima, secondo i primi accertamenti, non comparirebbe nelle carte delle indagini che riguardano Elvis Demce, attualmente detenuto, ma il legame familiare con uno dei volti più noti della Capitale resta un elemento centrale.

A rendere ancora più difficile il lavoro degli inquirenti c’è il silenzio dell’uomo ferito. Il 40enne non avrebbe fornito indicazioni utili né sui possibili responsabili né sul movente dell’agguato. Una chiusura che alimenta ulteriori sospetti e che spinge i carabinieri della compagnia di Velletri a concentrarsi soprattutto sui riscontri oggettivi: telecamere di videosorveglianza, spostamenti delle ore precedenti e frequentazioni legate anche alla gestione della sala scommesse, che finora non avrebbe mai creato particolari problemi. L’uomo, inoltre, non risulterebbe in nessun atto relativo al caso Demce.

I precedenti e l’ombra del clan

Non è la prima volta che familiari di Demce finiscono nel mirino. Nel luglio 2025, a pochi metri dall’abitazione della compagna del boss albanese, venne trovato un ordigno rudimentale, episodio che aveva già acceso l’attenzione degli investigatori. Ora questo nuovo agguato riporta Velletri dentro una scia che somiglia sempre meno a un episodio isolato e sempre più a un segnale preciso. Chi ha sparato non voleva rubare. Voleva mandare un messaggio. E quel messaggio potrebbe arrivare molto più lontano di via Padre Mariano Colagrossi.