Alberi secchi e morti nei parchi di Roma. E i nuovi non attecchiscono per il troppo caldo

Moria di alberi nei parchi e nelle ville storiche di Roma. A lanciare l’allarme è stata Italia Nostra, che ha presentato un accurato reportage. Su Villa Ada, Villa Glori e Villa Borghese. Tre grandi e famosi parchi urbani, collocati a Roma nord. Polmoni verdi, spazi dove fare jogging. O andare con i propri figli, al riparo dal traffico e dalla canicola estiva. Peccato però, che un evento essenziale di queste oasi naturali, gli alberi appunto, stiano morendo a centinaia. Colpa del caldo, della siccità, della carente irrigazione e delle malattie. Si tratta in quasi tutti i casi di pini marittimi, che sono stati via via abbattuti. E sostituti con altre essenze arboree, per lo più cipressi. Con risultati però, non eccellenti.  Per usare un eufemismo. Molto spesso infatti, le nuove piante non hanno attecchito. E dell’ombra promessa, non c’è più traccia.

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Gli alberi senza irrigazione vanno in malora. La denuncia di Italia Nostra

Italia Nostra segnala i rischi connessi alla sostituzione dei pini con altre specie, pratica più celere ed economica rispetto alla cura. Se non fosse per gli effetti collaterali sotto il profilo ambientale oltre che estetico. Il pino infatti, contribuisce a ridurre le temperature fino a cinque gradi, trasforma l’anidride carbonica in ossigeno, filtra le polveri sottili, crea un effetto balsamico di frescura e rappresenta un importante corridoio ecologico per gli uccelli.

A Villa Balestra tutti i pini sono stati tagliati e rimpiazzati con cipressi «modello Verano». Molti dei quali appaiono già esanimi e disidratati a causa delle temperature torride e della scarsa irrigazione. Non bastassero le precarie condizioni del verde, a rendere il colpo d’occhio ancora più desolante è l’abbandono del campo da basket recintato dall’ineffabile pollaio arancione e inutilizzabile. Unica presenza nell’area di cantiere, inaccessibile per i lavori di manutenzione, una carriola abbandonata. Panorama anemico – tronchi mozzati e rami rinsecchiti – anche a Villa Glori. Dove al posto dei 170 pini rimossi, sono stati piantati nuovi esemplari giovani che faticano ad attecchire al terreno prosciugato dalla canicola. Il risultato si intuisce dalle chiome tendenti al marrone bruciato riarse dal sole.

Lo scempio a Villa Glori, Villa Ada e Villa Borghese

Non va meglio a Villa Borghese, dove si è cercato di curare gli alberi. Ma la terapia non ha funzionato e sono stati sfrondati, per essere poi falcidiati lungo i percorsi che dal laghetto conducono alla Casa del Cinema. Italia Nostra denuncia che i rami secchi infestate dalla cocciniglia sono stati lasciati a terra per giorni, favorendo in questo modo la propagazione del parassita. Situazione non meno critica a Villa Ada, dove nel viale che collega il laghetto inferiore a quello superiore i pini, tra i 200 e i 250 caduti o abbattuti, sono stati eliminati. E sostituiti da piante di sughero che non se la passano granché. Mentre le capitozzature (i tronchi segati) emergono dalla sterpaglia secca come cippi funerari.

Gli alberi dalla chioma ombrelliforme, quelli che la vita non li spezza come cantava Antonello Venditti (ma gli insetti e l’incuria sì), sono scomparsi anche in corso Francia. Dall’area verde di fronte all’incrocio con via di Vigna Stelluti. E forse verranno rimpiazzati con dei lecci.

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