Allarme guerriglia a Roma, dopo Milano: “Appuntamento ogni sabato al Circo Massimo”, cresce la tensione


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Dopo gli scontri di Milano, cresce anche a Roma l’allarme per il rischio di violenze durante le prossime manifestazioni: sui social circola un appello a ritrovarsi ogni sabato al Circo Massimo, mentre le forze dell’ordine intensificano i controlli. La Capitale entra così in una nuova fase di tensione, con un calendario di proteste destinato ad accompagnare la città almeno fino a novembre. Il timore è che gruppi violenti possano inserirsi nei cortei, trasformando manifestazioni pacifiche in scontri di piazza.

Roma, appuntamento ogni sabato al Circo Massimo

A lanciare la mobilitazione è il cosiddetto Movimento 17 ottobre, che attraverso Instagram e Telegram invita a manifestare ogni sabato, alle ore 15. Roma figura tra le otto città individuate per le proteste, con il Circo Massimo indicato come luogo di ritrovo.

L’obiettivo dichiarato dai promotori è contestare il Governo, ma nelle chat il confronto assume talvolta toni aggressivi. Una situazione che preoccupa soprattutto dopo le violenze registrate a Milano e in altre città del Nord.

Dopo Milano, i controlli arrivano nella Capitale

Roma, finora, è rimasta fuori dall’ondata di scontri che ha interessato Milano, Torino, Bologna, Brescia e Bergamo. Tuttavia, sabato scorso, nell’area di piazza del Popolo, circa sessanta giovani ritenuti potenzialmente pronti a provocare disordini sono stati fermati dalle forze dell’ordine.

Le manifestazioni nella Capitale si sono comunque svolte senza incidenti. Un elemento importante, che non cancella però l’attenzione degli investigatori verso possibili infiltrazioni nei prossimi appuntamenti.

Digos e carabinieri, fari accesi sulle chat

A seguire l’evoluzione della protesta sono la Digos, il Nucleo informativo dei carabinieri e la Polizia postale. Gli accertamenti riguardano soprattutto i profili social e gli ambienti nei quali potrebbero circolare messaggi di incitamento alla violenza.

Al momento non risultano collegamenti accertati tra la nuova mobilitazione e i gruppi anarchici o antagonisti tradizionali. L’obiettivo degli investigatori è individuare tempestivamente eventuali soggetti intenzionati a sfruttare le manifestazioni per provocare disordini.

Roma, un autunno caldo tra scioperi e cortei

Il calendario delle proteste è già particolarmente fitto. Sabato 24 ottobre è previsto il primo appuntamento della nuova mobilitazione al Circo Massimo. Nella stessa mattinata, gli studenti di Azione universitaria hanno annunciato una manifestazione da piazza della Libertà a piazza Risorgimento, contro il clima di violenza.

Il 30 ottobre sarà invece la volta dello sciopero generale dell’Usb, mentre il 20 novembre è prevista un’altra mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil.

Il timore di nuovi scontri fino a novembre

Il vero nodo, per chi gestisce l’ordine pubblico, è la possibile sovrapposizione tra mobilitazioni differenti, con migliaia di persone richiamate nelle strade della Capitale. Non ci sono elementi per sostenere che le prossime manifestazioni degenereranno, ma il rischio di infiltrazioni viene valutato con attenzione.

Sul fondo resta il precedente del 2011, quando una manifestazione degli indignados sfociò in violenti scontri a San Giovanni. Quindici anni dopo, Roma teme che la tensione alimentata sui social possa nuovamente trasferirsi nelle piazze. La prima prova sarà sabato 24 ottobre, al Circo Massimo.