Allora ha ragione Vannacci: perché nessun giornale dice nel titolo che l’omicida dell’infermiera era marocchino?

Allora davvero aveva ragione il generale Vannacci nel suo libro “Il mondo al contrario”: almeno a giudicare da come è stata presentata la notizia del feroce assassinio dell’infermiera Rossella Nappini lunedì a Roma. I principali giornali italiani, dal Corriere della Sera a La Stampa, da Repubblica a il Messaggero, e persino le agenzie come l’Ansa, nel titolo omettevano di dire che il sospettato – contro cui oggi ci sono prove schiaccianti – era marocchino. E da anni in Italia irregolarmente, ma questo lo si è appreso nelle ore successive. Che era marocchino però lo si sapeva da subito. Ma nei titoloni si parlava solo “dell’ex compagno” della donna, senza accennare al fatto che fosse uno straniero. Non ha importanza? Certo che no, ma la completezza di una corretta informazione vorrebbe questo, anziché l’omissione.
Tanti saluti alla completezza dell’informazione…
Volontaria o involontaria? In parte volontaria, perché mettere la verità che il marocchino ha assassinato la sua ex compagna fa temere ai giornalisti di essere additati dal politicamente corretto come xenofobi e peggio. Quando è invece solo un’informazione completa a cui il lettore ha diritto. Certo nei pezzi era scritto che l’assassino era marocchino, però nel mondo digitale sappiamo tutti che il lettore guarda solo i titoli e difficilmente apre il pezzo, anche perché i giornali citati necessitano dell’abbonamento per leggere gli articoli. Così l’infermiera era stata uccisa dall’ex compagno, come troppe altre: ma chi fosse, da dove venisse, cosa pensasse, non si ritenne di metterlo nel titolo. Non pensiamo a un oligopolio dell’informazione politicamente corretta, ma il dubbio della censura quando i crimini riguardano gli stranieri ci viene.

A rischio la sicurezza in Italia
E attenzione, qui non si tratta di razzismo, ma della sicurezza nelle nostre città: se gli immigrati in Italia sono l’8 per cento e la popolazione carceraria degli stranieri è del 31 per cento, qualcosa vorrà significare. Certo, i femminicidi vengono commessi anche da italiani. ex compagni che non si rassegnano, ma allora perché tacere il fatto che fosse uno straniero? Francamente la lettura di quei titoli tutti ugualmente oscuri ci ha sorpreso e insospettito: davvero siamo a questo punto? Davvero arriveremo in futuro a nascondere i crimini degli stranieri per dimostrare – tardivamente – che gli italiani sbagliarono a votare forze politiche che l’invasione la vogliono fermare? Perché invasione vuol dire persone che arrivano in Italia e non hanno un lavoro, non hanno una casa, e non gli rimane altro da fare che rubare e spacciare. E peggio.
Prove schiaccianti contro il marocchino
Intanto si apprende che era irregolare sul territorio Adil Harrati, fermato dai poliziotti della Squadra Mobile di Roma per l’omicidio dell’infermiera Rossella Nappini a Roma. E’ quanto emerso dagli accertamenti eseguiti a suo carico. Domani nel carcere di Regina Coeli si terrà l’interrogatorio di convalida. Il 45enne è accusato di omicidio con l’aggravante della premeditazione. E sempre domani nel carcere di Regina Coeli ci sarà l’interrogatorio di convalida per Adil Harrati, accusato di aver ucciso la 52enne, con cui ha avuto una relazione, colpendola con diverse coltellate all’addome. La Procura di Roma gli contesta anche l’aggravante della premeditazione. Le prove sarebbero schiaccianti, dai video delle telecamere di videosorveglianza, alle celle telefoniche e testimonianze.