AMA trascina la Regione Lazio al TAR: guerra sulle tariffe dei rifiuti per l’impianto dell’ex re dei rifiuti di Roma, Manlio Cerroni
AMA, la società dei rifiuti di proprietà del Comune di Roma, guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, ha trascinato la Regione Lazio davanti al TAR per contestare un provvedimento sulle tariffe dell’impianto di trattamento dell’Inviolata, storicamente legato all’ex re dei rifiuti Manlio Cerroni. La nuova battaglia giudiziaria emerge da un atto ufficiale metropolitano del 20 ottobre. Una controversia che riporta al centro dell’attenzione i costi del sistema dei rifiuti romano e i rapporti economici con gli impianti privati.
AMA contro Regione Lazio, la nuova causa al TAR
L’ultima novità è contenuta nella determinazione RU 4806, proposta il 15 ottobre e registrata il 20 ottobre. Il documento metropolitano rivela che AMA ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per ottenere l’annullamento della determinazione regionale G03581 del 18 marzo 2026.
La Città Metropolitana di Roma, coinvolta nel procedimento, ha deciso di costituirsi in giudizio attraverso la propria Avvocatura.
Tariffe dei rifiuti, al centro l’impianto legato a Cerroni
Il provvedimento regionale contestato riguarda la tariffa definitiva, a consuntivo, relativa al 2023 per l’impianto di trattamento meccanico-biologico dell’Inviolata, a Guidonia Montecelio, gestito da Ambiente Guidonia S.r.l.
Una struttura storicamente riconducibile al gruppo dell’imprenditore Manlio Cerroni, protagonista per decenni del sistema dei rifiuti della Capitale.
Il nodo della controversia riguarda dunque la determinazione del costo del trattamento dei rifiuti. Non è però ancora possibile stabilire quali specifici aspetti della tariffa AMA ritenga illegittimi, né se il ricorso punti a una modifica degli importi riconosciuti al gestore.
Roma e l’Inviolata, un rapporto che viene da lontano
I rapporti tra il sistema dei rifiuti della Capitale e l’impianto dell’Inviolata hanno già conosciuto passaggi significativi.
Nel gennaio 2025, un’ordinanza commissariale aveva disposto il conferimento temporaneo dei rifiuti indifferenziati di AMA nella struttura di Guidonia gestita proprio da Ambiente Guidonia, per un periodo non superiore a 45 giorni.
Si trattava di un’attività di trasferenza, con deposito temporaneo e successivo trasferimento dei rifiuti, distinta dal normale trattamento meccanico-biologico. Un precedente che testimonia il ruolo assunto dall’impianto nella gestione delle necessità della Capitale.
Gualtieri e AMA, la questione diventa politica
La controversia interessa direttamente Roma perché AMA è una società interamente controllata dal Campidoglio. L’iniziativa giudiziaria riguarda quindi un settore strategico dell’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri.
Questo non significa, tuttavia, che il sindaco abbia personalmente promosso il ricorso o richiesto aumenti tariffari a favore dell’impianto legato a Cerroni. I documenti esaminati non consentono di attribuirgli una simile iniziativa.
Resta invece un fatto: la società pubblica capitolina contesta davanti ai giudici un provvedimento regionale che disciplina una componente economica della gestione dei rifiuti.
La partita dei soldi: cosa potrebbe cambiare per Roma?
Sul sito di Ambiente Guidonia compare una tariffa di accesso di 173,21 euro a tonnellata, rivalutata ISTAT nel 2023, con possibilità di successivi conguagli o adeguamenti. Un riferimento economico significativo, che non può però essere automaticamente identificato con la tariffa definitiva impugnata da AMA.
La causa potrebbe avere conseguenze sui rapporti economici interessati dal provvedimento regionale. Non emerge invece, allo stato, alcun aumento già stabilito della TARI a carico dei cittadini romani.
Il punto decisivo resta ancora da chiarire: quale tariffa contesta AMA, per quali ragioni e con quali possibili effetti economici?
Per rispondere serviranno il contenuto integrale della determinazione regionale e i motivi del ricorso. Intanto, l’ultima iniziativa giudiziaria riporta sotto i riflettori una questione mai definitivamente uscita dal dibattito romano: quanto costa gestire i rifiuti della Capitale e quale peso hanno gli impianti privati in questo sistema?