Anche lo Spallanzani bacchetta l’Atac, sul bus il distanziamento non esiste

Domani la gran parte delle scuole della Capitale riapriranno fisicamente le porte. E si ricomincerà a frequentare gli Istituti dopo oltre sei mesi, un tempo davvero lunghissimo. Dettato dal coronavirus e dal lockdown. Con poche certezze e molti timori, perché la ripresa delle lezioni è un po’ per tutti una prova del fuoco. Ma oltre ai problemi che si potrebbero verificare proprio all’interno delle scuole. ci sono tutta una serie di servizi che rischiano di entrare sotto stress. Tra questi, certamente non può sfuggire il trasporto pubblico. Che già a Roma non era così brillante neppure prima della pandemia. E che adesso dovrà garantire una maggiore frequenza delle corse. Per realizzare il distanziamento sociale minimo previsto dalla legge. E richiesto a gran voce anche dai vertici dello Spallanzani. Ma l’incremento degli autobus che saranno messi su strada non sarà quella pioggia di fuoco che in qualche modo era stata promessa. Adesso si parla di 70, al massimo 100 mezzi in più. All’apertura dell’anno scolastico 2019 le vetture dell’Atac su strada erano 1450, adesso se va bene si arriverà a superare di poco le 1500 unità. Troppo poco.

Tra l’altro, il milione di euro messo a disposizione dalla Regione non sarebbe ancora stato impegnato. E dunque il grosso lo farà di nuovo il privato. Con le linee S a supporto della metro. Ma difficilmente basterà. Per viaggiare tutti sicuri a quel metro e mezzo di distanza che sembra sempre più una chimera.

Il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia lancia l’allarme. Sono troppo pochi gli autobus alla ripresa delle scuole

Gli autobus a disposizione della cittadinanza rischiano di essere troppo pochi. Questo in sintesi l’allarme lanciato da un luminare come Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani. Uno dei centri mondiali di eccellenza dove si sta combattendo la lotta al coronavirus. Aver portato la capienza dei mezzi fino al 70, 80 per cento non rappresenta la soluzione, ha dichiarato Vaia. In una intervista rilasciata al corriere.it. Infatti in questo modo non si risolve niente. Perché viaggiare con questo carico e’come farlo al 100 per 100. E anche il tempo di sicurezza di 15 minuti è puramente convenzionale. Infatti per infettarsi in caso di vicinanza con un soggetto positivo può bastare meno di un minuto. Fin qui la scienza, e forse dovremmo riflettere. Visto che giustamente ci spelliamo le mani quando si fanno passi avanti con il vaccino italiano. E poi le stesse istituzioni non ascoltano le prescrizioni più semplici. Quelle fondamentali, per non ritrovarci tra poche settimane di nuovo tutti chiusi in casa.
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_settembre_12/atac-lunedi-arrivo-altri-100-bus-vaia-servono-piu-mezzi-0cd69600-f45f-11ea-8510-bc9735e39b6a.shtml

Partono le linee S da Anagnina e Battistini verso Termini. Ma è caos sugli orari

Per cercare di dare una risposta anche parziale al potenziamento del trasporto pubblico sollecitato anche dallo Spallanzani il comune ha chiesto aiuto ancora una volta al consorzio privato Roma Tpl. Che già aveva fornito circa 400autobus fino al 31 luglio. Al costo di due milioni e mezzo di euro. E che adesso ne metterà in campo altri 100. Per le cosiddette linee S, a supporto della metropolitana. Da Anagnina, Ponte Mammolo e Battistini verso Termini. Il rischio però è che questi mezzi si ritrovino a viaggiare semivuoti. Come già avvenuto nei mesi scorsi. Perché non è stato fatto uno studio accurato sui flussi di utenza. A cominciare dalle scuole, che hanno orari differenziati per gli ingressi e le uscite causa distanziamento sociale. Che potrebbero non coincidere con l’incremento delle corse. Insomma, sembra proprio che sul bus si starà più o meno tutti come prima. Con l’unica differenza della mascherina. Affidata alla buona volontà, vista la carenza di controllori. E non resta che incrociare le dita. Davvero troppo poco, per combattere con efficacia un virus come questo.

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