Anche tra i medici crescono i No Vax. Impugnata l’ordinanza di Zingaretti sui vaccini obbligatori

Anche tra i medici e il personale sanitario le opinioni sull’efficacia dei vaccini sono molto discordanti. Parliamo ovviamente di quelli disponibili fino ad oggi. E che la Regione Lazio con una ordinanza del 17 aprile scorso firmata dal presidente Zingaretti in persona ha reso obbligatori per alcune persone e categorie. Si tratta dei vaccini contro la comune influenza e lo pneumococco. Che ai sensi della disposizione regionale diventano obbligatori per tutti gli over 65 residenti nel Lazio e per tutto il personale medico e sanitario in servizio. E proprio contro l’ordinanza regionale e la obbligatorietà del vaccino e’ sceso in campo il dottor Mariano Amici, medico di base di Ardea. Che con l’ausilio dello studio legale Massafra ha impugnato al TAR del Lazio il provvedimento adottato da Zingaretti. Chiedendone  l’immediata sospensione e l’annullamento.

Il dottor Amici ha rilasciato dichiarazioni forti contro la decisione di rendere obbligatori ii vaccini antinfluenzali. Dubbi che si basano sia su considerazioni scientifiche che su quanto prevede la nostra Carta costituzionale. Con la scusa della normativa di emergenza la Regione Lazio pensa di poter calpestare l’articolo 32 della nostra Costituzione, ha dichiarato Amici qualche giorno fa ai microfoni di ItaliaSera.it. Ma nel nostro Paese la obbligatorietà dei trattamenti sanitari può essere disposta solamente per legge.
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I vaccini antinfluenzali non possono  diventare obbligatori. E contro  il Covid potrebbero essere un autogol

Un medico di base di Ardea si è recato personalmente dal suo avvocato. E ha impugnato l’ordinanza regionale firmata da Zingaretti lo scorso aprile. Quella cioè che prevede i vaccini antinfluenzali obbligatori per gli over 65 e per medici ed operatori sanitari. Incostituzionale secondo il dottor Amici, questo il nome del medico che si è opposto al provvedimento. Ma anche scientificamente inutile. Il vaccino antinfluenzale e contro lo pneumococco non ha alcuna attinenza scientifica provata nei confronti del coronavirus, ha dichiarato Amici in una recente intervista a ItaliaSera.it. Quindi non c’è nessun motivo di urgenza e di emergenza sanitaria che eventualmente autorizzi la Regione a derogare alla legge. Che rimane l’unico strumento prevosto in Costituzione per imporre un trattamento sanitario obbligatorio. In più, vaccinarsi potrebbe essere addirittura pericoloso. Perché comunque come tutti sanno con il vaccino si inoculano forme depotenziate del virus che si vuole combattere. E per un po’ il corpo ne risulta ovviamente debilitato. Paradossalmente, proprio in questo periodo soggetti fragili che hanno fatto il vaccino antinfluenzale potrebbero essere più esposti al contagio da Covid 19. Ovviamente rimane l’opinione personale  del professionista e del medico, aggiungiamo noi. Ma certo qualche riflessione in più a questo punto sembra inevitabile.

La Regione ha sbagliato. Il vaccino obbligatorio non servirà per capire chi ha il Covid e chi l’influenza

La Regione Lazio ha sbagliato ad imporre con ordinanza il vaccino obbligatorio per alcune categorie di cittadini. Questo il pensiero di un dottore di Ardea che ha presentato ricorso al TAR contro il provvedimento. In più, secondo il professionista della cittadina laziale l’obbligo della vaccinazione anti influenzale potrebbe addirittura essere dannoso. Tutti sanno che i virus mutano velocemente, e che i vaccini che si fanno in autunno prendono in esame i ceppi virali dell’anno precedente. Quindi non è affatto detto che sottoponendosi alla vaccinazione si resti immuni  dall’influenza stagionale. Così anche l’altro presupposto della ordinanza regionale viene  scientificamente a cadere. E cioè il fatto che se si ammala un soggetto vaccinato, allora ha sicuramente il Covid. Anzi, secondo il dottor Amici proprio i soggetti più deboli potrebbero vedere abbassate a causa del vaccino le loro difese immunitarie. Ed essere così ancora più vulnerabili. Punti di vista certo, ma intanto il fronte no vax sembra allargarsi sempre più anche nell’ambito della professione medica. E al di là della liturgia ufficiale e del politicamente corretto, già questa è una notizia. Se e quando ci sarà un vaccino vero contro il coronavirus ne vedremo certamente delle belle.
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