Anzio, 11 lavoratori in nero pagati in contanti nel ristorante: chiesta la chiusura
Camerieri che servivano ai tavoli, personale in cucina e clienti soddisfatti. Peccato che, dietro il via vai di clienti e piatti in un noto ristorante di Anzio, ci fosse un lato “oscuro”. Anzi, in nero. Con undici dipendenti completamente “fantasma”. Nessun contratto. Nessuna tutela. E stipendi pagati rigorosamente in contanti.
È quanto emerso emerso durante un controllo della Guardia di Finanza, che hanno riscontrato nel locale ben 11 lavoratori in nero su 12 tra cucina e sala.
Case vacanze “fantasma” ad Anzio e Nettuno, truffa da 600 mila euro: 17 misure cautelari (VIDEO)
Blitz delle Fiamme Gialle nel ristorante di Anzio
L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma nell’ambito dei controlli contro il lavoro sommerso e l’occupazione irregolare nel settore della ristorazione, uno dei comparti dove il fenomeno continua a essere più diffuso. Quando i militari della Compagnia di Nettuno sono entrati nel locale, in zona Villa Claudia-Falasche, hanno trovato camerieri e personale di cucina impegnati regolarmente nel servizio. Ma dai controlli è emerso che quasi nessuno risultava assunto. Gli undici lavoratori irregolari non avevano infatti alcuna comunicazione di assunzione né un contratto registrato.
Inoltre gli stipendi venivano pagati esclusivamente in contanti, senza strumenti tracciabili, in violazione delle norme previste per i rapporti di lavoro. Una pratica vietata, soprattutto quando diventa sistematica. Perché rende impossibile ricostruire pagamenti, orari, contributi e condizioni lavorative reali.
Chi sono i lavoratori trovati nel locale
Tra i lavoratori irregolari identificati ci sono cittadini di diverse nazionalità: tre indiani, due italiani, due bulgari, un romeno, un moldavo, un egiziano, un ucraino e un marocchino, tutti accomunati dalla totale assenza di tutele contrattuali. Ed è il settore della ristorazione a restare uno dei più esposti al fenomeno del lavoro nero, soprattutto nelle località turistiche dove, con l’arrivo della stagione estiva, aumenta la richiesta di personale.
A fronte delle violazioni riscontrate, la Guardia di Finanza ha inviato all’Ispettorato del Lavoro la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale. E le sanzioni rischiano di essere molto pesanti. La normativa prevede infatti multe che partono da circa 1.950 euro per ogni lavoratore in nero, oltre ad altre sanzioni legate ai pagamenti effettuati senza strumenti tracciabili. E per il ristorante, così come prevede la normativa, è stata avviata all’ispettorato del lavoro la richiesta di sospensione dell’attività, in quanto superata la quota di lavoratori in nero tollerata, che è del 10%.
Raffica di controlli: lavoro nero anche nel ristorante a Marconi
Il caso di Anzio arriva a poche ore da un’altra operazione simile effettuata in un ristorante-pizzeria in zona Marconi, a Roma, dove sono stati scoperti tre lavoratori irregolari su cinque. Segnali che raccontano un problema ancora largamente diffuso. Perché dietro molti locali pieni di clienti, tavoli apparecchiati e cucine che corrono fino a notte, spesso esiste un mondo parallelo fatto di turni senza regole, contributi mai versati e personale invisibile sulla carta.