Roma, 3 lavoratori in nero su 5 nel noto ristorante a Marconi: chiesta la chiusura
Cinque persone al lavoro tra cucina e sala. Ma tre, secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, non risultavano assunte. È il risultato di un controllo eseguito in un ristorante-pizzeria della zona Marconi dove le Fiamme Gialle hanno trovato più della metà dei dipendenti completamente irregolari.
È il risultato di un controllo eseguito in un ristorante-pizzeria nell’XI Municipio di Roma, dove i finanzieri del II Gruppo di Ostia hanno trovato una situazione che ha fatto scattare la richiesta di sospensione dell’attività. Una percentuale di irregolari ben oltre la soglia prevista dalla legge: oltre il 50% del personale controllato sarebbe stato impiegato “in nero”.
Oltre il 50% del personale irregolare: richiesta di sospensione per il ristorante
L’ispezione fa parte dei controlli sul territorio contro il lavoro nero nella ristorazione, settore da anni sotto osservazione per fenomeni di sfruttamento e irregolarità contrattuali. Quando i militari sono entrati nel locale, un ristorante-pizzeria gestito da un un italiano, hanno identificato cinque lavoratori impegnati nelle normali attività di cucina e servizio. Dagli approfondimenti successivi è emerso che tre di loro lavoravano senza alcuna preventiva comunicazione di assunzione. Dei tre lavoratori irregolari, due sono cittadini italiani mentre uno è originario del Bangladesh. Per quest’ultimo non sono emerse violazioni legate al soggiorno sul territorio nazionale, motivo per cui non sono stati contestati reati di natura penale.
La normativa prevede la possibilità di sospendere un’attività quando i lavoratori irregolari superano il 10% del personale presente. Nel ristorante controllato a Marconi, però, la soglia sarebbe stata abbondantemente superata: tre lavoratori in nero su cinque presenti al momento dell’ispezione. Per questo la posizione del locale è stata trasmessa all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dovrà ora valutare il provvedimento di sospensione. Informati anche INPS e INAIL per gli aspetti previdenziali e assicurativi.
La piaga del lavoro nero a Roma
Il caso riaccende i riflettori sul tema del lavoro sommerso a Roma, soprattutto nel settore della ristorazione, dove turni lunghi, pagamenti fuori busta e assunzioni fantasma continuano a emergere durante i controlli. Dietro ai numeri c’è un doppio problema. Da una parte ci sono i lavoratori, spesso privati di contributi, ferie, malattia e tutele sulla sicurezza. Dall’altra gli imprenditori che rispettano le regole e si trovano a competere con chi abbatte i costi sfruttando personale non regolarizzato.
Ed è proprio su questo punto che si stanno concentrando i controlli delle Fiamme Gialle negli ultimi mesi: verificare non solo l’evasione fiscale, ma anche le condizioni reali di chi lavora dietro le cucine, tra sale piene e turni che spesso iniziano la mattina e finiscono a notte inoltrata.