Ardea, il Consorzio replica sul caso della sbarra: “Strade private e contributi dovuti. Nessuna discriminazione”
La polemica sulla sbarra del Consorzio di Tor San Lorenzo Lido, ad Ardea, non si è fermata. Dopo l’articolo sul caso del 61enne che ha denunciato di essere stato bloccato all’ingresso di viale Enea, arriva ora la replica ufficiale del Consorzio, che respinge le accuse e rivendica la legittimità delle proprie decisioni.
Secondo l’amministrazione consortile, la ricostruzione della vicenda pubblicata nei giorni scorsi avrebbe fornito un quadro parziale dei fatti. E per questo il Consorzio ha deciso di intervenire formalmente per chiarire la propria posizione.
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Il Consorzio: “Qui parliamo di un comprensorio privato”
Il primo punto su cui insiste la replica riguarda la natura giuridica dell’area. Il Consorzio Tor San Lorenzo Lido ricorda che il comprensorio nasce da una lottizzazione privata autorizzata nel 1956, quando il territorio ricadeva ancora sotto la giurisdizione del Comune di Pomezia. “Per gestire le infrastrutture interne, e quindi strade, marciapiedi, illuminazione e rete fognaria, nel 1961 venne costituito il Consorzio, che ancora oggi garantisce manutenzione e servizi a circa 2.100 nuclei familiari“, spiega il presidente del Consorzio Antonio Di Murro. “Si tratta di oltre sette chilometri di strade private, la cui natura è stata ribadita anche dal Tar del Lazio, da ultimo con la sentenza n. 21802 del 2024. La gestione e la manutenzione dell’intero sistema vengono finanziate esclusivamente dai contributi dei consorziati, senza fondi pubblici”.
Il transito e la richiesta delle quote consortili
Nella replica viene affrontata la controversia: l’accesso veicolare lungo viale Enea. Il Consorzio spiega che il transito e la sosta delle auto all’interno del comprensorio sono regolati da delibere dell’assemblea dei comproprietari, che prevedono il pagamento di una quota annuale di contribuzione per chi utilizza stabilmente le strade private pur non essendo consorziato. Una regola che, spiega il presidente, viene applicata da anni a tutti i soggetti esterni che hanno un interesse concreto a transitare nell’area, come ad esempio concessionari demaniali o residenti non consorziati.
La replica entra poi anche nel tema della disabilità, citato nell’articolo iniziale. Il Consorzio sostiene di aver appreso solo dalla stampa che l’uomo sarebbe invalido con una percentuale del 70%. Secondo quanto riportato nella nota, non sarebbe mai stata fornita all’amministrazione alcuna documentazione che attestasse tale condizione. “L’auto utilizzata non espone il Contrassegno Unico Disabili, elemento che normalmente consente l’accesso veicolare anche ai non consorziati”. Proprio per questo, spiegano dal Consorzio, la richiesta dell’uomo sarebbe stata trattata come tutte le altre domande di transito da parte di soggetti esterni.
“In ragione di questo – afferma Di Murro – il diniego di transito e sosta veicolare nei confronti di Ominelli non ha nulla a che vedere con un atto di insensibilità o peggio ancora di discriminazione da parte del Consorzio, ma del legittimo diniego che abbiamo dovuto opporre a chi rivendica una posizione di privilegio del tutto ingiustificata quanto irriguardosa nei confronti di tutti coloro i quali contribuiscono all’erogazione di quei bene e servizi che, differentemente, andrebbero in malora”.
La vicenda resta aperta
La replica del Consorzio Tor San Lorenzo Lido aggiunge quindi un nuovo tassello alla vicenda che nei giorni scorsi aveva sollevato polemiche ad Ardea, dopo la denuncia presentata dal residente ai Carabinieri. Da una parte resta la posizione dell’uomo, che rivendica il diritto di passaggio lungo viale Enea per raggiungere la propria abitazione. Dall’altra quella del Consorzio, che insiste sulla natura privata delle strade e sull’obbligo di contribuire ai costi di gestione.
Il confronto, a questo punto, si sposta inevitabilmente sul piano giuridico. E sarà lì che dovrà essere chiarito se si tratti di una servitù di passaggio legittima oppure di un accesso subordinato alle regole del comprensorio privato.
