Arisa presenta l’album e non esclude la svolta hard: “È un lavoro come un altro”

Arisa

La svolta di Arisa è già nel titolo del suo album “Ero Romantica”. «Volevo chiamarlo “Porno romantica” ma avrebbe rischiato di venire censurato in radio».

Dimenticate l’occhialuta interprete di Sincerità. Ora Arisa scandisce questa libertà di essere suoni diversi, colori, bisogni diversi. La libertà di essere molte Arisa ed una sola, attraverso 11 brani nei quali lei modula la propria voce, decisamente più che in passato, fluttuando sulle frequenze dei sentimenti cui ogni canzone dà voce.

Arisa ha quindi commentato la proposta di Rocco Siffredi e di altri esponenti dell’hard che la vorrebbero in un film a luci rosse. “Onestamente non ho nessuna contrarietà nei confronti dei lavoratori del sesso. È un lavoro come un altro. Se la mia professione dovesse prendere una strada più erotica e sensuale, non avrei nessun problema“.

Autrice di alcuni brani insieme ad altri come Giuseppe Anastasi, che torna a collaborare con l’artista lucana dopo aver firmato alcuni dei suoi successi, Arisa è “la regista” assoluta di questo album che lei stessa pubblica con la propria label indipendente, la Pipshow – under exclusive license to Believe Artist Services. Un album che raccoglie, dunque, molte novità, passando da malinconiche e sognanti ballate d’amore a gioiosi ritmi dance anni ’90 fino a inediti fraseggi rap con i quali Arisa si muove con assoluta nonchalance. Una versatilità che porta alla luce un lato nascosto: “Io faccio ricerca da sempre, mi piace ricercare me stessa in diversi stili, vedere come mi trovo. E’ come quando cambio look e vestito. Io sono una persona che ama vivere, ama cambiare e ama approfondire. Sono una curiosa e cerco di impiegare il mio tempo facendo cose belle per me e per gli altri. Non allontano gli stili. Non sono una persona che storce il naso perché non è. Io cerco di essere, sempre”.

Cambiare, quindi, è una delle parola chiave di questa artista e dell’album in uscita. E fra i cambiamenti c’è anche il protagonismo della sua sensualità che è entrata in scena in modo dirompente soprattutto da quando ha accettato la sfida di ‘Ballando con le Stelle’, il programma di Milly Carlucci in onda su Rai1: “Mi sta aiutando moltissimo l’esperienza del ballo. Stare a contatto con questo altro genere umano, che sono i ballerini, che sono dei fiori, sempre pronti a fare sharing del proprio corpo, della propria sensualità, delle proprie emozioni mi sta piacendo molto. E poi alla mia età, 40 anni, bisogna darsi una mossa, guardarsi e capire cosa c’è che non va e scoprire anche le proprie carte, ognuno ha le proprie. E ‘Ballando con le stelle’, anche a questo proposito, io lo consiglio a tutti”.

Qual è per Arisa la cifra di questo nuovo album ? “Questo disco è la somma di tanti aspetti di una sola persona. Noi amiamo catalogarci, dar e darci delle etichette, ma le etichette non esistono perché ognuno di noi è tutto. Noi siamo parte del tutto, ma siamo anche il tutto. Non è detto che una persona romantica non possa essere anche fortemente erotica e una persona erotica non possa avere saggezza e senso di maternità. Io ho voluto esprimere le mie diverse sfaccettature e penso che questo appartenga a tutti. C’è il momento in cui ti va di amare, il momento in cui ti va di godere, il momento in cui ti va di essere più vicina al genere umano, più saggia”.

‘Ero Romantica’, ‘Psycho’, ‘Agua de Coco’,’ Altalene’, ‘Maddalena’, ‘Licantropo’, ‘Cuore’, ‘La casa dell’amore possibile’, ‘Ortica’, ‘Potevi fare di più’ e ‘L’Arca di Noè’ compongono la tracklist del disco prodotto da Jason Rooney con la coproduzione di Giuseppe Barbera in ‘Licantropo’, ‘Cuore’, ‘La casa dell’amore possibile’, ‘L’Arca di Noè’, tutte canzoni scritte da Anastasi, mentre ‘Psycho’ e ‘Altalene’ sono stati prodotti da Danusk. ‘Maddalena’ vede la produzione sia di Danusk che di Jason Rooney e ‘Potevi fare di più’ (scritto da Gigi D’Alessio e interpretato al Festival di Sanremo 2021) è stato prodotto da Adriano Pennino.

Un album, racconta Arisa, dietro al quale “ci sono attese di anni e anni perché ho avuto sempre la difficoltà di far capire agli altri che non sono solo una cosa”.

 

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