ASL Roma 6 nella bufera: accessi agli atti senza risposta, nomine contestate e nuovi dubbi sulla gestione. «La sanità non può diventare una zona d’ombra»
C’è un filo che lega un ospedale dove ottenere una visita è un percorso a ostacoli, un’istanza di accesso agli atti rimasta senza risposta, una procedura concorsuale contestata e un’interrogazione depositata in Consiglio regionale. Quel filo porta alla ASL Roma 6, una delle aziende sanitarie più estese del Lazio, chiamata ogni giorno a garantire assistenza a centinaia di migliaia di cittadini tra i Castelli Romani e il litorale.
Il problema è che, mentre la politica discute e gli uffici producono delibere, fuori dagli uffici la percezione è molto diversa. Chi entra in ospedale non cerca una disputa burocratica. Cerca cure, tempi certi, personale sufficiente. E soprattutto pretende trasparenza.
La Asl Roma 6 sotto i riflettori
ASL Roma 6 è di nuovo al centro delle polemiche. Non per una lista d’attesa infinita o per l’ennesimo Pronto Soccorso in affanno, ma per una serie di vicende amministrative che, messe una accanto all’altra, stanno alimentando interrogativi sempre più pesanti. Da una parte, appunto, una richiesta di accesso agli atti che, secondo le associazioni, sarebbe rimasta senza risposta. Dall’altra un’interrogazione depositata in Consiglio regionale su una procedura concorsuale che, tra riaperture dei termini, modifiche dei requisiti e revoche, ha lasciato più di una perplessità. Due storie diverse, ma accomunate da una parola che torna continuamente: trasparenza. Ed è proprio su questo terreno che si concentra lo scontro.
Ad accendere i riflettori sono Rete No Bavaglio, il Coordinamento Antimafia Anzio e Nettuno e Reti di Giustizia – Il Sociale contro le Mafie APS, che in una nota parlano di una “profonda e motivata preoccupazione” per la gestione amministrativa della ASL Roma 6.
“L’istanza – spiegano – è stata avanzata per verificare la regolarità delle procedure sulla gestione dei subappalti nei Comuni di Anzio e Nettuno e contribuire a prevenire eventuali rischi di infiltrazione della criminalità organizzata. A oggi, non risulta pervenuto alcun riscontro da parte degli enti competenti” Secondo le associazioni una richiesta formale di accesso agli atti presentata per fare luce non avrebbe ancora ricevuto alcun riscontro”.
Per questo le associazioni chiedono l’immediata ostensione della documentazione, chiarimenti da parte della Direzione della ASL Roma 6 e un intervento ispettivo della Regione Lazio. Una richiesta che, al di là delle responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate, pone un tema difficilmente contestabile: quando si parla di sanità pubblica e di denaro dei cittadini, la trasparenza dovrebbe essere la regola, non l’eccezione.
L’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulle procedure concorsuali
Come se non bastasse, sulla scrivania del presidente della Regione Francesco Rocca, che mantiene anche la delega alla Sanità, è arrivata un’interrogazione del consigliere regionale Adriano Zuccalà del Movimento 5 Stelle. L’atto riguarda la procedura per il conferimento dell’incarico di Direttore della UOC Patrimonio e Gestione Risorse Immobiliari e Tecnologiche di ARES 118.
L’atto riguarda la procedura per il conferimento dell’incarico di Direttore della UOC Patrimonio e Gestione Risorse Immobiliari e Tecnologiche di ARES 118.
Nell’interrogazione viene ricostruito un iter particolarmente articolato: prima un bando. Poi una riapertura dei termini. Successivamente una modifica dei requisiti di accesso. Ancora una revoca. Infine un nuovo avviso con ulteriori modifiche dei criteri di partecipazione. In tutto, quattro differenti pubblicazioni per la stessa posizione.
Per questo Zuccalà chiede alla Regione di chiarire le ragioni delle continue modifiche, i motivi della riformulazione di alcuni requisiti e se la procedura sia stata effettivamente conclusa. Va però precisato un elemento importante. Come emerge dalla documentazione disponibile, la nomina risulta essere stata effettuata. La vicenda, quindi, non riguarderebbe un incarico mai assegnato, bensì una procedura sulla quale vengono chiesti chiarimenti per le molteplici modifiche intervenute durante il percorso.
Quando la sanità perde trasparenza, a pagare sono sempre i cittadini
La vicenda, oggi, va ben oltre lo scontro politico. I cittadini non chiedono guerre tra maggioranza e opposizione, né comunicati contrapposti. Chiedono una cosa molto più semplice: sapere come vengono gestiti gli appalti, come vengono assegnati gli incarichi e perché, quando vengono presentate richieste di accesso agli atti, le risposte – se davvero sono mancate – tardino ad arrivare.
Perché la sanità pubblica vive della fiducia dei cittadini. E la fiducia, una volta incrinata, non si ricostruisce con una conferenza stampa o con una delibera. Si ricostruisce soltanto con fatti, documenti e trasparenza.