Atac ingaggia l’esattore privato per le multe non pagate: stretta sui passeggeri di Roma

Operatori Atac a lavoro a Roma

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Più controlli sui bus e nelle metro di Roma, ma anche Atac che si prepara ad affiancare al controllore anche un operatore privato specializzato per rendere più efficace la riscossione delle multe non pagate. Tradotto in termini semplici: chi riceve una sanzione e non salda nei tempi potrebbe trovarsi davanti una macchina di recupero crediti più rapida e più incisiva grazie all’esattore privato.

I numeri della stretta

Nei primi tre mesi del 2026 Atac dichiara in una.nota stampa di aver controllato oltre 927mila passeggeri, più di diecimila al giorno, con una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le sanzioni sono arrivate a 45.219, in aumento del 2%, mentre i ricavi da multe sono saliti dell’11%, sfiorando 1,8 milioni di euro.

PagoPa e Pos cambiano il passo

La svolta non riguarda soltanto i verificatori a bordo. Atac sottolinea che l’introduzione di PagoPa e dei Pos per il pagamento immediato ha già prodotto effetti concreti: nel 2025 il 61% dei verbali sarebbe stato pagato entro cinque giorni, con incassi da sanzioni superiori ai sei milioni di euro.

Quanto rischia chi viene multato

Sul sito Atac è indicato che il passeggero senza titolo valido è soggetto a una sanzione amministrativa, oltre al costo del biglietto e alle eventuali spese procedurali e postali. Il pagamento ridotto entro cinque giorni è pari a 54,90 euro; tra il sesto e il sessantesimo giorno si passa a 104,90 euro. Per questo il preannunciato arrivo di un operatore privato sulla riscossione diventa un passaggio sensibile: può aumentare l’effettività delle sanzioni, ma impone anche procedure chiare e comprensibili per chi contesta o ha commesso un errore.

Una stangata possibile, se manca equilibrio

Più controlli, più pagamenti immediati, più recupero delle multe arretrate. Nel Piano Atac il rafforzamento del contrasto all’evasione è collegato alla crescita dei ricavi da mercato, insieme all’ipotesi di aumento del BIT a 2 euro da luglio 2026, subordinata alla delibera regionale. Il rischio politico è che l’utente percepisca soltanto il lato punitivo: biglietti più cari, verifiche più serrate e riscossione più dura.