Bella Ciao come l’Inno di Mameli? Da destra un coro di no, l’Italia ha altri problemi

La proposta di inserire Bella Ciao tra le canzoni ‘ufficiali’ della Repubblica continua a far discutere. E ovviamente a dividere. In un momento in cui le priorità sarebbero  altre. Magari la definitiva sconfitta della pandemia. E il rilancio dell’Italia. Anche perché  oggi la resistenza dovrebbe manifestarsi piuttosto contro un certo integralismo islamico. Come già ci avvertiva mirabilmente qualche tempo fa Oriana Fallaci. Piuttosto che contro un fascismo immaginario. Finito 75 anni fa al termine della Seconda guerra mondiale. La sinistra però continua ad avere i suoi ‘torcicollo’, come un dottor stranamore alla rovescia. E così oltre a molti dem, si sono precipitati a firmare la proposta di legge anche quelli di Italia Viva. Ed esponenti di Leu e dei 5Stelle. Ma cosa prevederebbe esattamente il testo? Semplice, di cantare Bella Ciao dopo l’Inno di Mameli il 25 aprile. Cosa che del resto i compagni fanno già. Solo che diventerebbe un obbligo per tutti.

Così dal centrodestra sono piovute le critiche E il vice direttore de Il Tempo e politico navigato Francesco Storace oggi fa notare come dopo la legge Zan e le polemiche sullo ‘ius soli’ tutto servisse al governo Draghi. Tranne un’altra proposta divisiva. Ma bordate arrivano anche dal vice presidente del Senato Ignazio La Russa. E dalla consigliera di Roma capitale Rachele Mussolini. Che ha commentato sarcastica, quella canzone non è nelle mie corde. Se dovesse passare la legge, quando la canteranno spengerò la tv.

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La Russa, se dobbiamo guardare indietro allora piuttosto che Bella Ciao vedo meglio l’Inno al Piave

Sulla polemica suscitata dalla proposta di legge d’iniziativa dem che prevede di trasformare Bella Ciao in un canto istituzionale della Repubblica è intervenuto polemicamente anche Ignazio La Russa. Il vice presidente del Senato e co fondatore di Fratelli d’Italia infatti ha preso la palla al balzo. Dichiarando “non mi pare che sia il problema principale dell’Italia in questo momento”. ‘E non mi pare che Bella Ciao possa sostituire il canto ‘Fratelli d’Italia’. Sto ancora aspettando che il testo di ‘Fratelli d’Italia’ si insegni a scuola, c’è una legge che lo prevede ma nessuno lo fa. Se proprio si vuole tornare indietro nella storia c’è la canzone del Piave per ricordare i caduti della guerra”. Per poi terminare, “Bella ciao, non per colpa del testo ma per colpa della sinistra, è diventata una canzone che non copre il gusto di tutti gli italiani: è troppo di sinistra. Non è la canzone dei partigiani, è la canzone solo dei partigiani comunisti. Sono contrario”.

Altro che Bella Ciao, a scuola insegnate il pensiero di Oriana Fallaci (video)

Rachele Mussolini, se passa la legge quando la cantano spengerò la Tv

E sulla polemica contro il disegno di legge che imporrebbe di cantare Bella Ciao dopo l’Inno di Mameli il 25 aprile è intervenuta anche Rachele Mussolini. Consigliera al comune di Roma e dirigente di FDI, la figlia di Romano e nipote del Duce non le ha mandate a dire ai promotori della proposta. “Come al solito penso che questi signori del Pd e chi gli va dietro, parlamentari di Italia Viva, Leu e gli altri, vivano su un altro pianeta – ha dichiarato la Mussolini. È evidente come i problemi siano altri piuttosto che farsi una ‘cantata’ e riconoscere l’ufficialità di Bella Ciao che loro già intonano il 25 aprile”. “Per quanto mi riguarda – ha concluso – spegnerò la televisione o la radio, perché quell’altra melodia non è nelle mie corde”.

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