Benedetta TV – Nasce la “CNN italiana”: trasmetterà in diretta il ‘Beautiful’ politico tra Schlein e Conte?

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Si fa sempre più insistente la voce che GEDI (società proprietaria di Repubblica e altre testate anche radio) stia preparando il lancio in autunno di una sorta di ‘CNN italiana’, ma destinata ai soli utenti web: Una televisione digitale all-news, dedicata all’informazione continua, che potrebbe avere come anchorman Enrico Mentana dopo la scadenza del suo contratto con La7, alla fine del 2026. Il progetto non è stato ancora annunciato ufficialmente e Mentana non ha confermato alcun accordo. Ma il cantiere industriale esiste e potrebbe aprire proprio in vista delle elezioni politiche del 2027, già nei prossimi mesi.

Il momento sembra scelto con cura. Per riempire il palinsesto non servirebbero grandi invenzioni: basterebbe puntare le telecamere sul ‘confronto’ tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, sui loro partiti e sulle rispettive correnti. Una sorta di ‘Beautiful’ in salsa politica, con alleanze annunciate, sospetti mai superati e una leadership contesa mentre il programma resta da scrivere.

La coalizione che deve ancora cominciare

Il campo largo esiste stabilmente nel lessico politico, sui giornali progressisti, molto meno nella sua concreta architettura. La stampa nazionale riporta che servirà non meno di un altro mese per decidere su leadership e programma, rinviando il confronto decisivo a fine ottobre. Dentro il PD c’è chi insiste: prima vengono i contenuti, poi il candidato. Posizione ragionevole, se non fosse ancora da costruire anche la sintesi sui contenuti.

Intanto si parla apertamente del rischio di “primarie fratricide”. Democratici e Cinquestelle rimandano il confronto sui temi, ma quando cominceranno ad affrontarli potrebbero emergere tutte le distanze finora coperte dalla comune opposizione al centrodestra.

Non soltanto Schlein contro Conte

Ridurre tutto a un duello personale sarebbe però semplicistico. Dietro Schlein e Conte si muovono partiti attraversati da sensibilità, ambizioni e convenienze differenti. Nel PD convivono l’area della segretaria, gli amministratori più pragmatici, i riformisti e quanti temono una coalizione troppo condizionata dal Movimento. Nel M5S pesa invece il rapporto tra la linea di Conte, l’identità originaria e la necessità di non apparire come una semplice appendice dei democratici.

Ogni apertura verso l’alleato rischia quindi di essere letta, dentro il proprio partito, come una concessione. Ogni irrigidimento rafforza l’identità interna, ma rende più difficile costruire una proposta comune.

Le primarie che nessuno vuole perdere

Le primarie dovrebbero risolvere il problema della leadership. Potrebbero invece diventare una resa dei conti tra due partiti e, contemporaneamente, all’interno degli stessi partiti. Schlein non può accettare facilmente che la principale forza della coalizione rinunci a esprimere il candidato premier. Conte non può presentarsi agli elettori del Movimento come alleato subalterno del PD.

Entrambi hanno bisogno dell’intesa, ma nessuno può permettersi di apparire sconfitto. Dietro la discussione sulle regole ci sono candidature, collegi, rapporti di forza e la guida dell’eventuale governo.

Una televisione per una lunga attesa

Antenna Group, nuovo proprietario di GEDI, dispone già di una prima struttura video e produce per DAZN Italia un notiziario quotidiano supervisionato da GEDI Digital. Il progetto più ambizioso sarebbe una rete all-news autonoma, esclusivamente digitale oppure destinata, in una fase successiva, anche al digitale terrestre. L’ispirazione evocata dalle indiscrezioni è quella di una “CNN italiana”.

La coincidenza temporale è evidente. Prima ancora di raccontare la sfida tra maggioranza e opposizione, la nuova rete potrebbe seguire quella interna all’opposizione: vertici, rinvii, ultimatum e riunioni dalle quali tutti escono dichiarando che il clima è positivo, mentre ogni decisione viene spostata alla puntata successiva.

Il problema non è il litigio, ma il vuoto

Che PD e M5S discutano non è scandaloso: partiti diversi devono confrontarsi. Il problema nasce quando la battaglia sulla leadership precede le scelte concrete e il programma viene invocato soprattutto per rinviare la decisione successiva.

Difesa, politica estera, lavoro, ambiente, giustizia e rapporti con le imprese non sono dettagli da sistemare dopo la fotografia di gruppo. Senza una sintesi, le primarie rischiano di scegliere il protagonista prima che sia stata scritta la storia.

La nuova all-news di GEDI, se nascerà, avrà materiale in abbondanza. Non dovrà inventare lo spettacolo: le basterà accendere le telecamere davanti al campo largo. Il rischio per Schlein, Conte e le rispettive correnti non è soltanto quello di litigare. È trasformare l’alternativa di governo in una soap politica: cambiano le alleanze, si moltiplicano i protagonisti, ma la trama resta ferma.