Strade di Roma, Federappalti fa ‘correggere’ 5 gare da 3,2 milioni: Mister Asfalto ha insegnato poco al Campidoglio?

Lavori all'asfalto, come quelli attesi preso a Nettuno, appena prima di Natale

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Roma, cinque gare del Municipio IV (guidato da Massimiliano Umberti, in quota PD) per oltre 3,2 milioni di euro di lavori stradali sono state sospese dal Comune di Roma dopo la contestazione di Federappalti (associazione nazionale che rappresenta imprese e professionisti del settore degli appalti), perché gli atti di gara capitolini contenevano regole contraddittorie capaci, secondo l’ammissione dello stesso dirigente capitolino, di creare “incertezza” nelle offerte e restringere eccessivamente il numero delle imprese concorrenti. Il Municipio IV ha quindi corretto capitolati e disciplinari, riaperto i termini e fatto ripartire le procedure.

Cinque gare per oltre 3,2 milioni

Il pacchetto riguarda via dei Crispolti, via Pescosolido, viale Marx, via Giuseppe Donati e via Lucatelli-via Cesana, tutte nel Municipio IV, per un valore complessivo degli interventi di 3.245.826 euro.

Si tratta di manutenzione e rifacimento delle pavimentazioni: 200mila euro per Crispolti, 330.826 per Pescosolido, 1,125 milioni per viale Marx, un milione per Donati e 590mila per Lucatelli-Cesana.

Federappalti scopre la contraddizione

Il caso esplode con l’istanza di Federappalti del 3 agosto scorso. L’associazione segnala che fresatura dell’asfalto, trasporto del materiale e fornitura o posa del conglomerato bituminoso risultavano negli atti contemporaneamente da eseguire direttamente dall’aggiudicatario e subappaltabili.

Una contraddizione sostanziale, tanto che Federappalti chiede di sospendere tutte e cinque le gare e, come prima ipotesi, persino di annullarle e ripubblicarle.

Il nodo più delicato riguardava proprio l’asfalto: interpretando gli atti alla lettera, un concorrente avrebbe potuto ritenere necessario disporre direttamente di un impianto di produzione del conglomerato. In una delle gare un’impresa arriva a spiegare al Municipio che, se quella fosse stata davvero la condizione, avrebbe dovuto rinunciare.

Il Municipio ammette il problema e fa dietrofront

La parte più pesante arriva dalla stessa amministrazione. Il dirigente capitolino riconosce formalmente che le incongruenze producono “incertezza nella formulazione dell’offerta” e che le limitazioni previste determinano un “eccessivo restringimento” dei potenziali partecipanti.

Da qui il dietrofront: il 5 e 6 agosto vengono sospese tutte e cinque le procedure. Il Municipio evita l’annullamento totale ma riscrive capitolati e disciplinari, chiarendo che il subappalto è ammesso fino al 49,99% della categoria prevalente, senza subappalto a cascata.

Le gare sono poi ripartite con nuove scadenze posticipate.

Ma non era l’unico errore

Il problema sollevato da Federappalti si inserisce però in un quadro già accidentato.

Per via dei Crispolti, un’impresa aveva segnalato che il disciplinare pubblicato faceva riferimento addirittura a un’altra procedura.

Per via Giuseppe Donati, Roma ha ammesso di avere allegato per “mero errore materiale” un elaborato progettuale errato, dopo che un concorrente aveva trovato incongruenze nelle quantità del computo metrico.

Su Lucatelli-Cesana, invece, il disciplinare riportava importi precedenti alla rimodulazione del quadro economico: anche in questo caso gli atti sono stati corretti.

Errori differenti, che non significano gare illegittime o truccate. Ma il risultato resta politicamente poco brillante: cinque appalti pubblici partiti quasi contemporaneamente, documenti da correggere in corsa e procedure sospese dopo le segnalazioni delle imprese.

L’ombra lunga del caso “Mister Asfalto”

Il cortocircuito arriva mentre Roma non ha ancora chiuso i conti con uno dei casi più pesanti degli ultimi anni sugli appalti stradali.

Nel marzo 2026 la Procura di Roma ha chiesto il processo per un noto imprenditore soprannominato “Mister Asfalto, e per altri soggetti nell’inchiesta sui lavori stradali della Capitale. A seconda delle singole posizioni vengono contestati reati come corruzione, turbata libertà degli incanti e frode nelle pubbliche forniture. Le accuse dovranno naturalmente essere provate in giudizio.

Non esiste alcun collegamento giudiziario tra quella vicenda e le cinque nuove gare del Municipio IV. Il parallelismo è amministrativo e politico: dopo un’inchiesta che ha mostrato quanto il settore dell’asfalto richieda controlli, concorrenza e atti blindati, ritrovarsi con cinque procedure da sospendere e correggere non è esattamente il segnale di una macchina diventata infallibile.

Le gare ripartono, il pasticcio resta

Oggi le cinque procedure non sono più sospese. Crispolti e Pescosolido hanno chiuso la raccolta delle offerte il 25 agosto, mentre per viale Marx, Donati e Lucatelli-Cesana il nuovo termine è fissato al 1° settembre.

Roma ha dunque rimediato. Ma lo ha fatto dopo avere fermato la macchina, corretto gli atti e allungato i tempi.

Va anche precisato che si tratta di gare gestite dal Municipio IV, non di atti firmati direttamente da Roberto Gualtieri o dal mini sindaco Umberti. Politicamente, però, rientrano nel grande piano di investimenti sulle strade che il Campidoglio ha trasformato in uno dei vessilli della consiliatura.

E sull’asfalto tornano anche i mutui

C’è infine il conto. Gli interventi rientrano nella programmazione capitolina finanziata anche attraverso nuovo indebitamento tramite mutui. È uno strumento perfettamente consentito per finanziare investimenti, ma significa distribuire sulle annualità future una parte del costo delle opere realizzate oggi.

Ed è qui che il caso assume una dimensione più ampia: Roma continua a ricorrere al debito per sostenere nuovi lavori mentre contemporaneamente rinegozia parte dei prestiti già accesi per alleggerire le rate più immediate.

La fotografia politica è quindi doppia: si continua ad asfaltare Roma anche a debito e, prima ancora di aprire i cantieri, cinque gare da oltre 3,2 milioni hanno dovuto fermarsi per correggere le proprie regole. Dopo “Mister Asfalto”, almeno sulla carta, ci si sarebbe aspettati una macchina degli appalti stradali molto più difficile da sorprendere in fallo.