La “benzina del sindaco” fa il pieno: a Valle Castellana il Comune gestisce il distributore e abbassa (tanto) i prezzi
Ormai ne parla tutta l’Italia. E a stupirsi della risonanza che l’iniziativa ha avuto è Camillo D’Angelo, presidente della Provincia di Teramo e sindaco del Comune di Valle Castellana, paese sconosciuto ai più fino a due giorni fa. E ora sulle pagine di tutti i giornali e su tutte le tv nazionali. Motivo? Qui benzina e diesel costano meno che altrove. E pure di tanto.
Merito proprio del sindaco e di tutto il consiglio comunale, che hanno deciso di rilevare e gestire direttamente l’unico distributore di carburante del territorio, quando rischiava di chiudere. Ma c’è un particolare che rende la storia ancora più interessante: il Comune non ha trasformato la pompa in un bancomat per le proprie casse. Ha scelto di vendere il carburante praticamente al prezzo di costo.
Ed eccoli, i prezzi attuali: 1,75 euro al litro per la benzina e 1,89 per il gasolio. Il confronto con i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 23 agosto è impietoso: in Abruzzo la media regionale self era rispettivamente di 2,011 e 2,132 euro. Significa circa 26 centesimi in meno al litro sulla benzina e 24 sul diesel. Su un pieno da 50 litri, sono circa 13 euro risparmiati sulla benzina e 12 sul gasolio. Di questi tempi, sono oro.
Roma, fai il pieno ma ricevi meno carburante: sequestrata una pompa di benzina al Pigneto
La storia comincia quando il distributore rischia di chiudere
La cosa più interessante è che l’operazione non nasce per fare concorrenza ai distributori privati né per trasformare Valle Castellana in una piccola potenza del petrolio. Nasce da un problema molto più semplice: il distributore stava per chiudere. Valle Castellana è un Comune montano di circa 800 abitanti, sparsi in quasi 40 frazioni, su un territorio di oltre 130 chilometri quadrati. Per chi vive in queste zone, perdere l’unica pompa avrebbe significato doversi spostare per diversi chilometri anche soltanto per fare rifornimento. E così, nel 2022, l’amministrazione ha deciso di intervenire.
Una precisazione importante rispetto a quanto si è letto in queste ore: il Comune non ha acquistato l’impianto. Dalla documentazione amministrativa dell’ente risulta che lo ha preso in locazione. Il contratto è decorso dal 20 marzo 2022 e da quel momento l’amministrazione è diventata locataria del distributore. Il Comune ha poi assunto direttamente la gestione, acquistando il carburante e sostenendo i costi necessari a mantenere in funzione l’impianto. La stessa amministrazione documenta negli atti del 2022 le forniture di benzina e gasolio destinate al distributore comunale.
La “benzina del sindaco” adesso fa gola a tutti
La trovata è diventata virale proprio perché mette insieme due cose che normalmente sembrano incompatibili: prezzo basso per chi fa rifornimento e incassi cresciuti per il Comune. D’Angelo, intervistato dal Resto del Carlino, ha spiegato che le entrate del distributore sono passate da circa 75 mila euro nel 2024 a 500 mila euro nel 2025, con previsioni ancora migliori per il 2026. Il sindaco attribuisce l’aumento anche alla maggiore presenza di turisti e alla riscoperta delle aree montane.
Attenzione, però: 500 mila euro sono entrate, non 500 mila euro di utile. La gestione comporta infatti costi: carburante, energia elettrica, manutenzione dell’impianto e videosorveglianza. Il sindaco ha spiegato che il distributore è self-service e quindi non richiede personale fisso, mentre il carburante viene acquistato e rivenduto senza un margine di guadagno. Ed è proprio qui che la storia diventa interessante.
Dalla necessità al piccolo affare per le casse comunali
L’operazione era nata per salvare un servizio essenziale. Quattro anni dopo, il distributore non è soltanto rimasto aperto: ha aumentato enormemente i propri volumi. Non fanno rifornimento soltanto gli abitanti di Valle Castellana. Alla pompa arrivano pendolari, lavoratori, turisti e automobilisti provenienti anche dall’area ascolana, attratti dalla differenza di prezzo. La maggiore affluenza ha trasformato quella che era una scelta obbligata per evitare la chiusura dell’impianto in un’attività capace di generare entrate importanti per il Comune.
E adesso altri amministratori guardano con interesse all’esperimento. Il sindaco ha raccontato che altri Comuni, tra cui Castelli, sempre in provincia di Teramo, hanno chiesto informazioni sull’iter per provare a seguire la stessa strada. Ed è diventato virale al punto da far nascere l’hashtag #LaBenzinaDelSindaco,
D’Angelo: “Mi è parso naturale considerare la pompa un servizio pubblico”
Questa mattina il sindaco ha affidato ai social una riflessione sulla risonanza nazionale conquistata dall’iniziativa. «Ci sono molti modi per aumentare a livello nazionale la conoscenza del territorio della provincia teramana», ha scritto D’Angelo, spiegando di non aver immaginato che una decisione presa nel suo Comune potesse avere una risonanza così ampia. Poi il ragionamento sulle aree interne, sulla carenza di servizi essenziali e sulle difficoltà che continuano a vivere molti piccoli Comuni dell’Appennino, aggravate da sisma e frane.
Ed è proprio in questo contesto che il sindaco colloca la scelta sul distributore: «Mi è parso del tutto naturale considerare “servizio pubblico” la pompa di benzina e quindi rilevarla quando stava chiudendo e gestirla direttamente come Amministrazione». Una scelta nata quindi non dal caro benzina di oggi, ma dalla necessità di impedire che un altro servizio sparisse da un territorio già alle prese con lo spopolamento.
La lezione di Valle Castellana: si può fare cassa senza far pagare di più?
È questo il punto sul quale forse vale la pena fermarsi. Perché mentre molti Comuni sono costretti a cercare nuove entrate aumentando Tari, addizionali, imposte e tariffe, oppure puntando sempre più sulle multe, a Valle Castellana è accaduto qualcosa di molto diverso. Il Comune ha mantenuto un servizio che rischiava di sparire. Ha tenuto il prezzo del carburante basso. Ha attirato persone anche dai territori vicini. E nel 2025 ha registrato 500 mila euro di entrate, contro i 75 mila dell’anno precedente.
Non significa, naturalmente, che ogni Comune possa semplicemente aprire un distributore e risolvere i propri problemi di bilancio. Servono condizioni precise, un impianto già esistente, domanda sufficiente, una gestione sostenibile e soprattutto la possibilità giuridica ed economica di replicare il modello. Ma il caso di Valle Castellana proprio perché nasce da una necessità concreta e non da un’operazione costruita a tavolino, una domanda la pone.
Perché non provare a guadagnare facendo risparmiare i cittadini, invece di fare cassa aumentando le tasse o moltiplicando le multe? Come è accaduto in provincia di Teramo, dove alla fine quella che sembrava soltanto una spesa per salvare un servizio si è rivelata anche un affare per l’amministrazione, forse potrebbe essere un’idea per molte altre amministrazioni. Non certo replicando automaticamente il distributore di Valle Castellana, ma cercando altri servizi che possano produrre entrate senza scaricare nuovi costi sui cittadini. Perché alla fine, se un Comune riesce a far risparmiare le famiglie e contemporaneamente aumentare le proprie entrate, ne guadagnano tutti. A partire, soprattutto, dai cittadini.