Blitz della Guardia di Finanza a casa di Conte: nel mirino 400mila euro di consulenze

Finanza, Conte

La Guardia di Finanza è stata a casa di Giuseppe Conte su ordine della procura di Roma. La notizia è stata lanciata e condivisa dal Domani e ha fatto il giro del web in poche ore. In realtà la perquisizione c’è stata qualche settimana fa ed è rimasta nascosta alla stampa finora. Giusto il tempo di votare per il Quirinale.

Il quotidiano diretto da Stefano Feltri, riporta quindi  che la guardia di finanza avrebbe bussato a casa del capo del Movimento 5 stelle. E lo avrebbe fatto su ordine della procura di Roma. Nel mirino sarebbero finite fatture e documenti delle consulenze (“circa 3-400mila euro”) che avrebbe svolto per alcune società di Francesco Bellavista Caltagirone, ex patron del gruppo Acqua Marcia.

Stando a quanto si legge nell’articolo a firma di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian, le fiamme gialle avrebbero inoltre svolto acquisizioni simili anche dagli avvocati Enrico Caratozzolo e Giuseppina Ivone, “che hanno lavorato insieme ad Alpa e Conte al concordato preventivo di Acqua Marcia”. Il nuovo fascicolo d’indagine è a modello 44 e dunque, almeno allo stato attuale, senza indagati.

Il Gruppo Acqua Marcia si occupava di immobiliare, era impegnata in attività portuali ed aeroportuali e nel settore turistico-ricettivo. Nata nel 1868, è stata la più antica società immobiliare d’Italia fino al giorno del suo fallimento.

Vita “Amara” per Conte: ha bussato la Finanza a casa sua

Gli atti sono arrivati da poco sulla scrivania del magistrato romana Maria Sabina Calabretta. La pm ha ereditato la pratica dai colleghi di Perugia che indagano da mesi sulle dichiarazioni dell’imprenditore Piero Amara.

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