Campidoglio, un capo provvisorio per i Lavori Pubblici e Strade di Roma, oltre il fine-mandato di Gualtieri 2027: in Giunta è ‘fuggi-fuggi’

Roma, Lavori Pubblici, Capo Dipartimento

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Roma, la Giunta Capitolina ha approvato la deliberazione n. 24 che autorizza un rapporto di lavoro a tempo determinato per soli tre anni (fino al 2029) per assegnare un incarico dirigenziale di altissimo livello nel cuore della filiera dei Lavori Pubblici e delle Strade della Città Eterna. Ironia della sorte e della politica, a dire ‘Sì’ a questo incarico, che arriva in piena campagna elettorale in vista delle elezioni della primavera 2027, mancavano, in Campidoglio: il sindaco Roberto Gualtieri, che ha dato il via a questa procedura straordinaria di nomina; l’assessore ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini; l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia; e l’assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo, Alessandro Onorato. Inseriamo l’atto di voto della Giunta Gualtieri in formato scaricabile alla fine di questo articolo. Vale a dire proprio gli assessori che hanno a che fare, probabilmente più spesso degli altri, con i Lavori Pubblici e con le Strade di Roma Capitale d’Italia.

Non è il capo dipartimento, ma è una casella sensibile

Chiariamo subito il perimetro della nomina varata dalla Giunta Gualtieri (al netto del fuggi-fuggi): è stato conferito un incarico di dirigente dell’Area “Difesa del Suolo e Recupero Urbano della Direzione Infrastrutture viarie e territorio del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici“, questo riportano le carte.

Tradotto: un ingranaggio tecnico che, quando si parla di cantieri stradali, manutenzioni “pesanti” di edifici anche turistici, ricettivi e impianti sportivi, sicurezza del territorio e rigenerazioni varie, finisce per incidere su priorità, tempi e scelte operative. Tanto per intenderci, tale dirigente gestirà insieme a Risorse per Roma i 58 milioni di mutuo per rifare le strade interne al GRA. Non una poltrona simbolica, insomma: ma una ‘poltrona’ e un nome che firma, coordina e fa correre gli atti pesanti e di rilievo nel Campidoglio.

L’incarico e la sua “natura a termine”

La scelta, certo, avviene nei termini di legge, nessuno solleva alcun dubbio in proposito: ai sensi dell’art. 110, comma 1, del D.Lgs. 267/2000. Parliamo dello strumento legale che consente agli enti locali di conferire incarichi dirigenziali a contratto per un periodo definito.

La selezione: interpello deserto e Commissione tecnica

Sul piano formale, la delibera di Giunta costruisce una linea di difesa giuridica solida: prima una chiamata interna del sindaco Gualtieri (andata deserta), poi una procedura selettiva “ex art. 110” con avviso pubblico, valutazione dei curricula e passaggio in Commissione tecnica. Solo dopo, l’individuazione della candidata ritenuta più idonea in Giunta. Alla dirigente è attribuito un trattamento economico annuo di 62.000 euro, oltre alla quota di risultato legata alla performance.

In altre parole: la cornice è quella della legalità amministrativa, ma sempre a tempo determinato, per tre soli anni, in piena campagna elettorale. A gestire dossier a dir poco esplosivi. Ma proprio per questo la domanda si sposta dal: non “si poteva fare?”, al “perché si è scelto di farlo così e proprio ora in piena campagna elettorale?”.

Perché questa nomina pesa proprio adesso

Il punto politico sta nel contesto: nelle stesse settimane in cui a Roma si parla di accelerazioni sulla risistemazione delle strade, un tema sempre incandescente in campagna elettorale, all’urbanistica e lavori pubblici anche“in variante” per 13 aree del TPL, mix funzionali con studentati e social housing, alla presunta rigenerazione dei Mercati generali che tante grane e pensieri sta portando al Campidoglio, la governance tecnica di tutti questi settori – Rigenerazione, Strade e Lavori Pubblici – viene rafforzata con un incarico a termine concesso ad una fedelissima che ha già gestito dossier sul Giubileo 2025 (vedi piazza San Giovanni).

È una scelta di organizzazione interna, certo. Ma è anche una scelta che, in campagna elettorale strisciante e con cantieri che non aspettano, chiede una spiegazione pubblica più robusta del “è tutto regolare”.

L’orizzonte 2029 e le domande politiche inevitabili

Tre anni dal 2026 portano potenzialmente l’incarico fino al 2029, quindi oltre il 2027, fine mandato dell’attuale sindaco Gualtieri. Qui non c’è bisogno di insinuazioni: basta la cronologia. La continuità amministrativa può essere un valore, specie in una città che vive di emergenze e manutenzioni.

Ma c’è anche l’altra faccia: la responsabilità politica su scelte, priorità e varianti, quando chi governa oggi potrebbe non governare domani. Domande, non accuse: quali obiettivi misurabili? quali dossier passeranno da quell’ufficio? Perchè in Giunta c’è stato una sorta di ‘fuggi-fiuggi’ al momento del voto proprio per gli assessori di riferimento? Quali criteri di trasparenza veranno adottati a tutela di cittadini e Municipi? Anche perché l’atto è stato pubblicato sull’Albo Pretorio per la finestra prevista: la carta c’è, ora serve la politica. Quella vera. Che fornisca risposte. Non slogan buoni per comunicati stampa e social.